Zerofolli per Renato - Fabio Croce -

Mercoledì, 1 aprile 2009 - 17:30:00

 

Fabio Croce

"E questo chi è"

La mia compagna di banco aveva un diario zeppo di foto di cantanti, attori e personaggi vari, ma quando capitò ai miei occhi l'immagine di un giovane capellone truccato e pieno di brillantini il mio stupore si fece sentire. Era il 1977, frequentavo il Liceo Classico Socrate a Roma. "Ma come chi è, è Renato Zero!"

Fino a quel giorno i miei miti della musica erano i Pink Floyd, i Deep Purple, i Led Zeppelin, i Colosseum, Santana, e tanti altri gruppi storici della musica rock. Gli italiani li seguivo, c'erano De Gregori, Venditti, Guccini, ma preferivo i cantanti internazionali.

"Perché non vieni pure tu al concerto? Tra pochi giorni sarà al Teatro Tenda a piazza Mancini, vedrai che ti piacerà!". Non me lo feci dire due volte. Ero dubbioso perché non amavo molto la musica leggera, non conoscevo nulla della produzione musicale di Renato, però mi incuriosiva molto il personaggio: bello, e a me già piacevano gli uomini, pieno di lustrini, e avrei voluto avere io il coraggio di indossarli e mascherare un po' il mio aspetto maschile.

Arrivammo un'ora prima al tendone e l'atmosfera era già rovente, non avevo mai visto tanta fermento per un autore italiano in tutti gli anni '70. Compresi ben presto il perché, appena partirono le prime note dello spettacolo. C'era nell'aria qualcosa di diverso, di surreale, di coraggioso e disinibito, aria di libertà. Un cavallo bianco con sopra un cavaliere diverso attraversò il palcoscenico e il mio cuore prese a battere velocemente. Uemozione mi attanagliò e vissi il concerto in uno stato di trance. La voce giovane ma vissuta di Zero attraversò il mio cervello e si annidò dentro di me trovando fissa dimora. Da allora non se n'è più andata.

E poi Leopoldo Mastelloni, che già stimavd come artista, i fantasmagorici abiti di scena di Zero, cambiati ad un ritmo forsennato, i testi particolari, seducenti, importanti e impegnati. Non avevo mai provato sensazioni del genere e l'innamoramento scattò.

Pochi giorni dopo trovai anche io delle foto di Renato su alcune riviste, che compravo regolarmente, e sostituii l'immagine della Madonna che avevo sul letto con quella di Renato Zero. Mia nonna la guardò stupita e mi chiese: "Ma che Madonna è questaT'. Naturalmente anche mia nonna presto diventò una fan di Renato; romana di vicolo del Cinque a Trastevere, capì al volo quanta romanità c'era nelle parole dell'artista romano e non poté che comprenderlo. Regolarmente la sottoponevo a sedute di ascolto, fino a quando Renato condusse una trasmissione radiofonica che ascoltavamo in silenzio religioso. La nonna impazzì letteralmente quando Renato cantò a San Remo Spalle al muro, si immedesimò nel bellissimo testo e non abbandonò più fino al 2000 l'amore per quelle parole. Anche il resto della famiglia fu coinvolto nelle serate sotto il tendone e divennero Zerofolli. Da quel giorno del 1977 non smisi più di acquistare tutto ciò che riguardava Renato, fino al mercato nero delle foto a Porta Portese, arrivando a spendere una fortuna. Viaggi per raggiungere Renato in tournée, dischi pubblicati all'estero acquistati in giro per il mondo, migliaia di riviste che citavano Renato. Poi tutti, dico tutti i concerti, anche quando replicava al Tenda a Strisce sulla Colombo decine di serate di seguito. Arrivammo con alcuni amici a corrompere, quando non avevamo i biglietti, gli inservienti del circo, quasi tutti dell'est, i quali ci permettevano di entrare sotto il tendone alzandolo da un lato per una bottiglia di vodka.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

'Ndrangheta/ Processo Hydra, dieci condanne
Lega/ Maroni, dopo congressi rilanciare azione politica
Terremoto/ Finale, cartelli contro i "turisti del disastro"
Cervia/ Uccide ex amante, si suicida nel duomo
Borsa/ Problemi tecnici calcolo indici, Ftse Mib finale +0,01%
Nigeria/ Terzi a Abuja, incolumita'ostaggio priorita' assoluta
Siria/ Gb chiede altre sanzioni anche senza via libera Onu
Spagna/ Fmi lavora a prestito di emergenza (Wsj)
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME
inEVIDENZA
foto
Cool-tura

L'uomo che scuote il Vaticano
Nuzzi: 'Soffro per il Papa'

IL PERSONAGGIO/ Gianluigi Nuzzi è l'uomo che sta facendo tremare la Santa Sede e che ha provocato un caso mediatico internazionale con la pubblicazione del libro-inchiesta "Sua Santità" (Chiarelettere). Il giornalista del momento si racconta a tutto campo con Affari: "Non mi sento sotto attacco. Ma in questo momento mi interessa difendere il diritto di cronaca... sono stati mesi di forti emozioni. E in più, da giornalista, temevo che altri colleghi arrivassero prima di me...". Nuzzi non nasconde l'empatia nei confronti della sofferenza di Papa Ratzinger. Viene da una famiglia cattolica, e ha cominciato a fare il giornalista a 13 anni, collaborando con Topolino: "Ma sin da bambino preparavo un giornaletto tutto mio che facevo leggere ai miei familiari...". Quanto alle passioni extra-professionali, racconta: "Cerco di dedicare più tempo possibile alla mia compagna e ai miei due figli. Amo il mare, e sono un cultore del silenzio e delle buone letture. E mi rilasso giocando a scacchi...". Parla anche di La7. E rivela: "L'esperienza de Gli Intoccabili è stata molto positiva. Ho lavorato con un gruppo di lavoro di cui vado fiero. Ma non è destinata a proseguire. Forse con La7 ci saranno altri progetti..." - L'INTERVISTA

INTANTO, LA CASA EDITRICE CHIARELETTERE, STUPITA PER GLI ATTACCHI A "SUA SANTITA'", SI DIFENDE - IL COMUNICATO

(nella foto il sopralluogo della Gendarmeria Vaticana sul palco che dovrà ospitare il Papa a Milano)

La casa ideale?

Trovala subito fra 700.000 proposte di immobili
Scopri ora

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso