Attentati in Nigeria, il Papa chiede la pace
Un appello "affinche', con il concorso delle varie componenti sociali, si ritrovino sicurezza e serenita'" in Nigeria e' stato lanciato oggi da Benedetto XVI che ha espresso "profonda tristezza" per "la notizia degli attentati che, anche quest'anno nel Giorno della Nascita di Gesu', hanno portato lutto e dolore in alcune chiese" del grande paese africano. "Desidero manifestare - ha detto dopo la preghiera dell'Angelus - la mia sincera e affettuosa vicinanza alla comunita' cristiana e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo assurdo gesto e invito a pregare il Signore per le numerose vittime". "In questo momento - ha scandito - voglio ripetere ancora una volta con forza: la violenza e' una via che conduce solamente al dolore, alla distruzione e alla morte; il rispetto, la riconciliazione e l'amore sono la via per giungere alla pace". "Il Santo Natale - ha assicurato il Pontefice - suscita in noi, in modo ancora piu' forte, la preghiera a Dio affinche' si fermino le mani dei violenti, che seminano morte e nel mondo possano regnare la giustizia e la pace. Ma la nostra terra continua ad essere intrisa di sangue innocente".
E' di oltre 110 morti il bilancio, provvisorio e ufficioso, dei morti di Natale in Nigeria, il secondo consecutivo scandito da attentati e lutti. L'episodio simbolo e' avvenuto nella chiesa cattolica di Santa Teresa a Madalla, nello stato confederato di Niger, a circa 45 chilometri dalla capitale federale, Abuja. Qui, la mattina del 25, un'auto bomba e' esplosa al termine della messa quando i fedeli stavano uscendo dalla chiesa uccidendo almeno 35 persone e provocando oltre 50 feriti, di cui numerosi in gravi condizioni. Un altro morto si e' registrato a Jos, capoluogo dello stato di Plateau, nel centro della Nigeria martoriato da oltre dieci anni da sanguinosi scontri tra etnie diverse e tra la comunita' musulmana e cristiana. Nel nord-est del Paese, sempre il giorno di Natale, i morti sono stati quattro, da sommare alle 70 vittime dei giorni immediatamente precedenti, di cui una sessantina provocati dall'azione repressiva dell'esercito locale in risposta ad alcuni attentati rivendicati, come quello di Madalla, da Boko Haram, gruppo terroristico di matrice islamica che ufficialmente rivendica l'estensione a tutta la nazione della sharia, attualmente in vigore, seppure in modo blando, in 12 dei 36 stati confederati che compongono la Repubblica federale. Boko Haram fu fondata dall'imam Mohammed Yusuf nel 2002 nel nord-est della Nigeria, a Maiduguri, capoluogo di Borno, dove la setta ha ancora le principali roccaforti e fa i maggiori proseliti. Nel luglio del 2009 l'esercito nigeriano effettuo' la prima, vasta operazione che porto' all'uccisione di 800 terroristi e alla cattura di Yusuf stesso, morto pochi giorni dopo quando si trovava in una stazione di polizia. Da allora Boko Haram da dichiarato la 'guerra santa' al governo centrale e il conflitto si e' esteso a tutto il nord della Nigeria, fino alla capitale, una volta l'unico posto della nazione dove lo Stato riusciva a far sentire la propria esistenza.


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