Calabria e lo Jonio. Tra archeologia e mare cristallino
Il mare della Calabria parla 'il linguaggio dello Jonio': pulito, cristallino. Lo confermano le quattro 'bandiere blu' assegnate quest'anno alla regione. Tutte sul litorale est, tra le province di Cosenza, Crotone e Reggio Calabria. Unica localita' bruzia a ottenere il riconoscimento, recentemente assegnato a Roma, e' stata Cariati. Nella provincia pitagorica il mare piu' bello e' quello di Ciro' Marina-Punta Alice, infine nel reggino si puo' scegliere tra Roccella Jonica e Marina di Gioiosa Jonica.
Ma la fascia jonica della Calabria si conferma un punto di riferimento emozionante per chi sceglie di visitarla anche per l'archeologia, senza dimenticare la gastronomia di tradizione e i vini doc. Tutto parla di storia, attraversando l'estremita' della penisola dalla provincia di Cosenza fino a Reggio Calabria, passando per Crotone e Catanzaro.
Nel percorso si intravedono le fortezze ancora ben conservate di Oriolo e Trebisacce, poi ancora Roseto Capo Spulico e il castello ducale di Corigliano Calabro, fra i piu' belli e meglio conservati di tutto il Meridione. Dovette certamente far parte della linea difensiva che il condottiero normanno Roberto il Guiscardo realizzo' fra il 1064 e il 1080 nella Valle del Crati per controllare e assediare le citta' e i territori insofferenti al suo giogo
Passando dall'alto al basso Jonio cosentino si incontra la cittadina di Rossano, dove sono ancora tante le testimonianze del fortunato periodo bizantino. Un pò più a sud c'è Cariati. La piccola cittadina si è data anche un'altra caratterizzazione, «città della tarantella», la tipica danza calabrese che veniva eseguito soprattutto dai contadini nei giorni di festa. Le note che la compongono non possono che essere suonate da un organetto, simbolo per eccellenza delle serate festose rurali. L'archeologia conosce una delle sue espressioni più importanti a Sibari, dove gli scavi hanno riportato alla luce frammenti della civiltà achea, una delle colonie più antiche nell'Italia meridionale. L'insediamento era nato in una zona pianeggiante, molto fertile, dove ancora oggi si coltivano le arance clementine. I reperti archeologici dell'antica città sono oggi custoditi nel Museo archeologico nazionale della Sibaritide e il sito fa parte del Parco archeologico di Sibari
Pochi km più a sud si entra nella provincia di Catanzaro, dove si ammirano i resti della 'Roccellettà di Borgia, oppure le bellezze della scogliera di Copanello. Da scoprire anche Soverato, una delle più rinomate cittadine turistiche estive della Calabria che ha dato i natali a Elisabetta Gregoraci, moglie di Flavio Briatore. Nella storia della Calabria, che ha avuto la sua massima espressione con la presenza dei greci, si innesta, con notevoli testimonianze soprattutto in provincia di Reggio Calabria, la civiltà bizantina. È Bova il centro della civiltà grecanica calabrese. Possiede i monumenti più significativi e si fa promotrice di iniziative per la tutela del patrimonio grecanico, con continui scambi culturali con la Grecia. A Bova si tiene il Festival grecanico, con riunioni di musicisti e teatranti delle rappresentanze della comunità grecanica calabrese e greca. A Bivongi si possono invece ammirare chiese e cattedrali con monaci di fede ortodossa. Sono quattro i comuni del reggino che formano l'Isola Bizantina: Bivongi, Pazzano, Stilo, Caulonia. Il monastero di San Giovanni Theristìs è il primo monastero italiano fondato da monaci ortodossi. Posizionato nelle alture delle campagne di Bivongi, l'area monastica è compresa in un ristretto spiazzo a cavallo tra le fiumare dello Stilaro e dell'Assi.
Il monastero fa parte degli insediamenti ascetici posti sulle pendici del Consolino e delle colline circostanti. Tali insediamenti erano abitati da diversi monaci così forniti di cultura, spiritualità e ascetismo, da far definire questa zona la 'Terrasanta del monachesimo greco - ortodossò in Calabria. Pazzano è il comune più piccolo dell'Isola Bizantina. Gli archeologi alla base dell'attuale chiesa principale del paesino hanno rinvenuto di recente parte di un basamento di un'altra struttura monastica precedente a quella esistente. Sul Consolino è stato eretto il Convento di Monte Stella, dove alla vigilia dell'Assunzione (Ferragosto nel calendario pagano) si celebra una festa in onore della Madonna con il suono delle zampogne. Stilo è uno dei centri più importanti dell'area grecanica. Il borgo antico è disposto a gradinate sulla pietra tufacea su un costone del Monte Consolino, in un labirinto di stradine strette e suggestive, con il corso serpeggiante che porta a piazza Mercato, porta Reale e ad abitazioni borghesi con portali e fioriti balconi di ferro. Una delle case 'del popolò viene indicata come quella in cui nacque il filosofo Tommaso Campanella
Infine Caulonia, uno dei centri più importanti in cui la storia bizantina è visibile nelle stradine strette, tra i vicoli, nelle chiese antiche piene di affreschi, la torre saracena, le porte urbiche e i sottopassaggi. Caulonia è una cittadina medioevale con intatto il suo patrimonio artistico. Da visitare sono anche Porta Allaro, porta Amusa, porta pusteria nel centro storico e torre Camillari a Caulonia Marina. Il paese prende il nome da Kaulon, l'antica repubblica greca, ma in realtà il centro più rilevante sotto l'aspetto economico della comunità era Monasterace. È stata la tradizione bizantina a inserire nella dieta la carne di capra, cucinata nelle tipiche terrecotte artigianali. Un piatto prelibato ancora oggi così come il pesce stocco, che deve proprio ai bizantini la tecnica di conservazione sotto sale. Ogni anno in estate a Mammola in particolare viene celebrata una rinomata sagra in cui sono servite diverse centinaia di kg di pesce.
Scendendo verso sud, la provincia di Crotone è quella in cui si mescolano meglio le testimonianze storiche alle tradizioni enogastronomiche. Il simbolo più importante dell'archeologia è senz'altro Capo Colonna, l'ultima colonna del Tempio di Hera Lacinia, dal nome del promontorio 'Lacinion' su cui si erge. Si trova all'estremità dell'insenatura che chiude il golfo di Taranto, vicino a una chiesetta (costruita in tempi più recenti) e agli scavi che costituiscono la prova dell'antica civiltà greca che ha abitato la Calabria, ribattezzata proprio 'Magna Grecià. Capo Lacinio era il punto di riferimento per la navigazione e per la definizione di confini oltre cui le navi romane non potevano andare. Hera Lacinia, alla quale venne dedicato il tempio, era la protettrice delle donne e della fertilità, ben accetta anche dalle popolazioni autoctone. Alla storia e ai resti archeologici del crotonese non si può che abbinare un buon vino, il Cirò doc, che viene prodotto nella zona da vitigni autoctoni, e il 'crotonesè, tipico formaggio pecorino dal sapore forte ma gradevole al palato.



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