Venerdì, 19 novembre 2010 - 15:00:00
IL PERSONAGGIO/ A distanza di 10 anni, Minimum Fax riporta in libreria "Lo spazio sfinito", il romanzo cult di Tommaso Pincio. Per l'occasione lo scrittore e artista si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it: "In passato ho diretto una galleria d'arte tra Roma e New York e la mia vita sociale era intensa, ora sono 'tossicodipendente' da me stesso, ho finito per trasformarmi in un recluso. Ma passo molti mesi dell'anno in Oriente, dove vive la mia famiglia". E sul libro: "Il mio atteggiamento nei confronti della narrazione è molto cambiato dai tempi dello 'Spazio sfinito', che definirei un romanzo fantasma. E' la cosa più vicina alla poesia che mi è capitato di scrivere". E sui prossimi progetti: "Sto lavorando a una sorta di autobiografia letteraria in cui uso come cornice metaforica l'albergo, che uscirà per la collana Contromano di Laterza ad aprile 2011, a due romanzi storici ambientati nel '600, alla traduzione di Francis Scott Fitzgerald per Minimum Fax, e ho in mente una storia visionaria che sto concependo per un supporto alternativo sia alla carta che all'e-book. Sarà diffusa gratuitamente attraverso il web...". A proposito del riavvicinamento alla pittura: "Nel 2011 vorrei realizzare una mostra con i miei ritratti di scrittori". E su Saviano: "Resta la curiosità e il rimpianto di quel che avrebbe potuto dare alla letteratura se non fosse costretto a vivere sotto scorta, se non fosse diventato Saviano". Pincio parla anche del suo scrittore italiano preferito (Michele Mari), del rapporto conflittuale con Goffredo Parise, pittore mancato come lui, di come sta mutando l'approccio alle storie e del suo primo romanzo, "M", fuori catalogo: "Lo sento troppo lontano dalla mia idea attuale di letteratura, per ora ristamparlo non è una priorità..."