Lunedì, 14 giugno 2010 - 16:12:00
LA POLEMICA/ "Rispetto Roberto come uomo, non come scrittore. E' bravissimo a comunicare in video e in tv traspare tutta la sua passione, la sua innocenza. Ma 'Gomorra' è un libro furbo, e i suoi lettori sono stati omertosi. Hanno comprato il libro ma non sono scesi in piazza, non si sono incazzati, che era la risposta minima di un Paese civile...". Gian Paolo Serino, critico letterario fondatore di "Satisfiction", ne ha per tutti. Intervistato da Affaritaliani.it s(parla) senza peli sulla lingua della Avallone, dei Wu Ming, di Nazione Indiana, dei giallisti italiani (salvando solo Giuseppe Genna) e di tanti altri protagonisti della cultura italiana. E' la dimostrazione che forse nell'era di Facebook e dei talk show in cui vince chi "urla" di più anche i critici letterari per non scomparire devono "strillare". L'INTERVISTA A TUTTO CAMPO