Martedì, 6 marzo 2012 - 09:52:00
Continua l'inchiesta di Affaritaliani.it sul self-publishing. Dopo Nicola Lagioia, Giorgio Vasta, Paolo Sortino ed Edoardo Brugnatelli (che nella sua intervista ha rivelato i primi dettagli sulla piattaforma legata al self-publishing che sta studiando per Mondadori), dice la sua anche Marcello Vena, responsabile del settore digitale per la Rcs Libri. Nell'intervista parla di e-book, App (che, nel caso di Benedetta Parodi, stanno funzionando “a dispetto di tutti i pregiudizi sulla profittabilità delle App per gli editori...”) e di self-publishing (a rischio “bolla”, non a caso Vena fa il paragone con quanto non è avvenuto con la musica): “Noi di Rcs Libri non sottovalutiamo la rilevanza strategica del self-publishing, ma non seguiamo i buzz del momento. Il self-publishing visto come opportunità di mettere in commercio, senza coinvolgimento attivo dell’editore, un libro in formato digitale non è che una rivisitazione in chiave moderna del vecchio vanity press cartaceo. Sarebbe meglio chiamarlo vanity press digitale... Detto questo stiamo pensando a forme diverse e complementari dell’editoria tradizionale che fanno leva sulle possibilità offerte dal digitale. Ma il ruolo dell’editore è chiave per dare valore...”. E ancora: “Una vanity press digitale non garantisce affatto una maggiore qualità, anzi rischia di abbassare la qualità media dei prodotti... Nel mondo digitale il ruolo dell’editore di qualità dovrà essere ancora più forte per contrastare il rischio 'spamming di contenuti' che è molto più alto rispetto al mondo cartaceo... Crediamo che si possa e debba affiancare all’editoria tradizionale un nuovo paradigma. E’ in questa direzione che stiamo guardando...”. Quindi argomenta: “Brugnatelli parla a nome di tutti i grandi editori quando dice che i marchi editoriali non sono in vendita per essere concessi a libri sconosciuti”. E prosegue: “Non è affatto da escludere un modello positivo di social publishing di qualità con un ruolo chiave dell’editore, ma di sicuro non si tratta del vanity press digitale. Guardiamo in quella direzione...” L'INTERVISTA COMPLETA E LE PRECEDENTI PUNTATE DELL'INCHIESTA