Lunedì, 21 marzo 2011 - 09:00:00
In occasione dell'uscita per Rizzoli del suo nuovo libro, il "saggio raccontato" dal titolo "Ne uccide più la penna - Storie di crimini, librai e detective", lo scrittore e giornalista Mario Baudino si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it: "Quella del detective-bibliofilo è una figura 'irrealistica'. Personalmente sono un bibliofilo distratto e incostante, ma...". Sui giallisti italiani: "Non mi scaldano granché il cuore, a parte...". E sull'editoria libraria, di cui da anni scrive su 'La Stampa': "Mi affascina il fatto che è un mondo piccolo, pettegolo, appassionato, carogna e generoso. Questo mi attrae, e molto, quando lo sopporto". E sugli scrittori italiani: "Apprezzo Veronesi, Conte, la Avallone, Culicchia, Arbasino, Franchini e... mentre non mi piacciono gli atteggiamenti ideologici di altri...". Sul suo futuro da scrittore: "Sono molto tentato dal romanzo. Il mio agente insiste però sul fatto che la mia dimensione è il saggio narrativo; può darsi che abbia ragione. Per le poesie, chissà. Quando è il tempo, decidono loro”. L'INTERVISTA