Martedì, 8 maggio 2012 - 08:45:00
IL PERSONAGGIO/ "Il mio lavoro è quello del medico legale. Questi libri sono un qualcosa di splendido che mi è successo, ma parallelamente. Non riesco a concepire l’attività di scrittrice come un lavoro". Alessia Gazzola, 30enne messinese di professione medico legale, ha alle spalle l'esordio-bestseller "L’allieva". La protagonista del 'chick lit poliziesco all'italiana', in occasione del secondo romanzo, "Un segreto non è per sempre" (ancora pubblicato da Longanesi), si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it: "Credo che fare esclusivamente lo scrittore possa anche avere un aspetto 'pericoloso'. Scrivere ti risucchia, è un’attività totalizzante e rischi di perdere di vista la realtà. Io ho bisogno del mio lavoro perché mi tiene ancorata alla realtà, altrimenti vivrei in un mondo di fantasia... Ognuno con la scrittura attinge al proprio universo interiore creando un proprio equilibrio psicologico personale. Equilibrio che può essere favorito dal fatto di non accantonare la propria vocazione professionale, anche qualora si abbia un grande successo letterario". E sulla letteratura "popolare" aggiunge: "Pur non avendo scritto dei capolavori che rivoluzioneranno la storia della letteratura, spero di essere riuscita a far trascorrere dei momenti di svago a diverse persone che ne avevano bisogno. E questo mi sembra un compito più che decoroso". Sulle pagine macabre di alcuni thriller, invece, rivela: "A volte alcune descrizioni sono davvero raccapriccianti. Io non potrei scrivere una cosa del genere perché, avendo a che fare con quei corpi ogni giorno, nutro verso di loro una forma di solennità, di riguardo nei confronti della morte che mi impedirebbero di farne oggetto magari di un romanzo buffo". E quindi parla del suo "personaggio", Alice Allevi, e della sua evoluzione... - L'INTERVISTA