Venerdì, 6 aprile 2012 - 15:15:00
Dopo la grande recessione del 2008-2009, l’economia italiana ha dato un leggero segno di ripresa nel 2010. Non altrettanto può dirsi dei redditi delle famiglie, che hanno accumulato una pesante perdita del potere d’acquisto. L’analisi dei tassi aggregati, però, non offre la possibilità di comprendere cosa stia accadendo alle diverse fasce della popolazione. Il “dividendo” non è stato uguale per tutte le famiglie. Analogamente a quanto era già accaduto nel biennio precedente, il reddito delle famiglie più povere, ovvero di quelle che si collocano nel primo decile della distribuzione, è crollato di più: -4,5 per cento. L’identikit delle famiglie meno fortunate e povere mostra una presenza predominante di nuclei familiari il cui il capofamiglia è: donna; ha una scarsa istruzione; si trova in condizione non lavorativa; è single; monoreddito e risiede nel Meridione. La riforma del mercato del lavoro presto in discussione in Parlamento non può non tutelare le parti più deboli della società.