Martedì, 8 maggio 2012 - 16:23:00
Contro i politici che si beffano delle persone e dei loro problemi. Contro uno Stato poco umano che non permette a chi non ha i mezzi di condurre un'esistenza dignitosa.
Arriva ad Affari la "lettera ai politici" scritta da una donna disabile cinquantenne, Germana Lancia, da anni impegnata nel sociale, una donna che amava l'Italia, ma oggi non ce la fa più.
"Speravo di poter migliorare la realtà di quanti vivono una condizione di disagio fisico, sensoriale o psichico. Pensavo che le storie di faraoni e schiavi, di dittatori e sudditi fossero un retaggio dei secoli passati. Ma con lo scorrere del tempo ho compreso che nulla è cambiato. Il peso delle mascalzonate perpetrate da questi politici mi sembra insostenibile, ma non voglio farmi piegare dalle loro nefandezze". Poi racconta: "Dovevo prendere un treno da Roma ad Avezzano, ma in quanto disabile non mi è stato possibile per mancanza di servizi... In questo Paese chi non ha niente e nessuno è morto"