Lunedì, 12 luglio 2010 - 17:02:00
LA POLEMICA/ Mercoledì arriverà alla Camera la nuova legge sul prezzo del libro (frutto di una lunga mediazione) che limita al 15% gli sconti sul costo di copertina. Ma è battaglia tra i grandi gruppi, favorevoli, i librai e gli editori indipendenti, che rispondono: "Con queste norme la nostra esistenza è in pericolo". Stefano Mauri (Gems) sceglie Affaritaliani.it per dire la sua: "Mentre il Governo vuole una legge che renderà impubblicabili i libri di storia recente, c'è chi se la prende con una legge che tiene al riparo l'editoria italiana dalla crisi che ha colpito in questo secolo sia i Paesi di puro liberismo come la Gran Bretagna che quelli più fedeli al prezzo rigido come Francia, Germania e Spagna". E aggiunge: "Credo che la nuova legge di Riki Levi migliorerà la situazione per i librai indipendenti e ne sono veramente contento perché senza pluralismo il libro perde di significato". E sul ruolo della grande distribuzione... Affaritaliani.it ha sentito anche il parere di Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro: "E' chiaro che la legge Levi è un compromesso, ma è un compromesso a mio avviso giudizioso, che consente di unificare le varie categorie intorno a un risultato significativo". Ferrari aggiunge: "Il mondo del libro è più forte di quello che crede di essere. Più le categorie sono unite, più possono e potranno ottenere risultati. La fine dell'editoria indipendente? Uno spauracchio ormai vecchio..."