Giovedì, 5 gennaio 2012 - 15:37:25
"Nel 2011 abbiamo venduto oltre mezzo milione di copie sul canale librerie per circa 4 milioni di euro (a prezzo di copertina). Il fatturato dell’anno appena trascorso chiuderà con un incremento di circa il 10% rispetto all’anno precedente. Il nostro autore più venduto è stato don Gallo (oltre 100 mila copie)...". Intervistato da Affaritaliani.it, l'editore Francesco Aliberti difende, numeri alla mano, il rischioso modello editoriale del marchio di Reggio Emilia (125 titoli pubblicati l'anno scorso, tra cui decine di "instant-book" - la tiratura media questi ultimi "varia dalle 5 alle 20 mila copie"). Ma ammette che il credit crunch è diventato un problema anche nel mondo del libro: "I dati di vendita del Natale sono meno peggio di quanto ci si aspettasse... affrontiamo il 2012 con ottimismo ma anche con una certa apprensione, soprattutto per la situazione del sistema bancario italiano...". Nonostante dopo il "boom" di qualche anno fa il settore dei libri-inchiesta abbia inevitabilmente rallentato, Aliberti "continuerà a puntare su inchieste, attualità, politica... La nostra giovane redazione segue l'attualità con i ritmi di un quotidiano". E anticipa: "Per il 2012 abbiamo un progetto ambizioso, tutto incentrato sulla narrativa. Si tratta di un’iniziativa articolata su 5/7 anni, di respiro internazionale...". Sul futuro: "Resteremo indipendenti finché avremo la forza di farlo". Sul settimane satirico "Il Male" (riportato in edicola anche grazie al contributo di Aliberti): "Tiriamo mediamente 55 mila copie a numero, e siamo molto soddisfatti. Stiamo cambiando sede, andremo nell’appartamento che fu di De Gasperi. E su Rai4 andrà in onda Il Male Cabaret...". Da azionista del "Fatto Quotidiano", Aliberti si dice ottimista: "Ho sempre sostenuto che, con o senza Berlusconi, il Fatto Quotidiano sia un fenomeno editoriale straordinario". L'INTERVISTA COMPLETA