Mercoledì, 23 febbraio 2011 - 12:49:00
"In Italia si continua a pensare che il fantastico sia un genere commerciale e/o per adolescenti. Questo non solo dimenticando la tradizione fantastica italiana di Calvino e Buzzati e Landolfi, ma molto spesso giudicando a priori, senza aprire una sola pagina dei romanzi che vengono bollati come immondizia. Parlo della critica, ma spesso mi capita di scoprire in rete dichiarazioni come 'non leggerei mai un italiano', che dimostrano che il pregiudizio ha attecchito. Resto, comunque, ottimista...". In occasione dell'uscita di "Sopdet" (Fazi), Lara Manni si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it. E sugli scrittori italiani dice: "Mi piacciono la Murgia, i Wu Ming, Evangelisti, Carlotto... mentre non sopporto chi pensa che scrivere sia uno status symbol, un modo come un altro per ottenere un, sia pur piccolissimo, potere sugli altri". L'INTERVISTA