Venerdì, 27 maggio 2011 - 11:24:00
La scrittrice, che ha esordito per Einaudi Stile Libero con "La vita accanto", interviene su Affaritaliani.it per raccontare come i ragazzi hanno accolto il suo romanzo: quello che mi viene restituito durante gli incontri con gli studenti è un romanzo sul dolore di non essere amati, e non tanto, o non solo, sul pregiudizio estetico. E ancora: le domande che mi vengono rivolte rivelano da un lato la seduzione che questa tirannia dell’apparire ha sulla vita di tutti, e dall’altro la speranza di combatterla... Sul suo rapporto con i media: ho scelto questa strada “lenta” degli incontri, in librerie grandi e piccole. Ho cercato di evitare un’esposizione personale che spostasse l’attenzione dal libro alla persona (la “teologa” contro gli scandali, la contestatrice del modello di bellezza corrente…), perché credo che i libri abbiano il dovere di conquistarsi un posto nelle biblioteche e nel cuore delle persone attraverso la scrittura e la storia e non perché portati dall’ingombro dell’essere l’autore una figura esposta... E sul premio Strega: i ragazzi mi chiedono come funziona, se è un premio “libero”. Io rispondo raccontando le sue nobilissime origini, legate a Maria Bellonci, i cui libri hanno riempito le mie giornate di lettrice e poi i miei desideri, e spiego che sono grata alla casa editrice per aver proposto "La vita accanto": è un riconoscimento grande e insieme un impegno per me. Alla presentazione dei candidati, a Benevento, ho fatto incontri semplicemente belli, con persone che leggono e leggono e leggono. Racconto agli studenti degli altri libri candidati: in generale molto “etici”, una bella selezione che incontra il desiderio di vita di un mondo che ha paura di perdersi. E quindi mi sento serena sul Premio Strega, sono in buona compagnia... LEGGI L'INTERVENTO COMPLETO