Zeman è tornato, ma la panchina se la scorda
Zeman is back. L'eco delle sue dichiarazioni su José Mourinho ("E' un grande comunicatore, ma un mediocre mister") ancora risuona nel pianeta calcio e, dopo queste parole il boemo silenzioso ed eternamente controcorrente si è guadagnato la simpatia anche di qualche suo ex supporter nemico (magari nella Torino bianconera). D'altra parte l'uomo è così: imprevedibile da sempre, fuori più che dentro al campo dove è sempre stato fedele al suo 4-3-3.
L'allenatore cecoslovacco con passaporto italiano, sogno e delizia di tutti quei tifosi che hanno conosciuto da vicino il suo modo di concepire il gioco del calcio. Personaggio contro, sempre pronto a dire la sua senza troppi giri di parole. La passione per il gioco del calcio la eredita dallo zio materno, Cestmír Vycpálek, ex allenatore della Juventus e mentore del giovane Zdenek che lo raggiunge a Palermo per una visita, ma è costretto a rimanervi a causa dell'occupazione sovietica del suo paese. Proprio da Palermo inizia la sua avventura come allenatore. Era il lontano 1981 e il suo esordio è nelle giovanili della città siciliana. Dopo due anni accetta il primo incarico a Licata poi a Foggia, Parma, Messina e ancora Foggia, dove finalmente supera gli ambiti provinciali e si fa conoscere dal pubblico nazionale. A seguire l'approdo nella Lazio di Cagnotti prima e nella Roma di Sensi poi, dove riesce nell'impresa di conquistare il cuore dei tifosi dell'una e dell'altra sponda del Tevere, e ancora la prima effimera esperienza all'estero come tecnico del Fenerbahçe, il ritorno in Italia alla guida del Napoli e via via fino all'ultima esperienza con la Stella Rossa. Zeman è allenatore che suscita sentimenti estremi: o lo si ama o lo si odia. La sua fede si chiama 4-3-3 e la sua filosofia è sostenuta da un solo credo, la zona, ma una zona che in molti ben distinguono come la "Zona Zeman" basata sul pressing a tutto campo e sulla tattica del fuorigioco nella sua accezione più esasperata. Dopo un periodo di silenzio Giuseppe Sansonna, regista e suo grande estimatore, lo riporta in voga tra il pubblico italiano con un film dall'eloquente titolo di "Zemanlandia", documentario sul "Foggia dei miracoli". 
Zdenek Zeman
In tanti in questi anni si sono chiesti se si poteva ipotizzare un suo rientro in Italia, un po' per nostalgia, un po' per la curiosità che Zeman sa da sempre suscitare. La risposta è stata data dai provider che hanno lasciato pochi margini alle speranze di chi amerebbe un ritorno del boemo in Italia: un suo rimpatrio porterebbe nelle casse degli eventuali scommettitori ben 4 volte la posta scommessa, mentre una sua apparizione lontano dalla penisola darebbe un ben più magro 1,20.



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