Barça guida la rivolta dei club contro l'abolizione delle Legge Beckham
Dal 2010, la Spagna perde lo status di paradiso fiscale dei grandi calciatori. Come noto, Zapatero e la sua coalizione socialista ha raggiunto un accordo con 3 gruppi parlamentari (eco-comunisti catalani, comunisti di sinistra unita ed i nazionalisti di sinistra galiziana, a cui si aggiungono i nazionalisti baschi), grazie al quale arriverà la cancellazione della famosa "Legge Beckham", approvata nel 2003 dal governo del centro-destra popolare e che permetteva ai calciatori (e non solo) che entravano in Spagna di avere una tassazione agevolata (24%) sugli ingaggi dei primi cinque anni... 
"Si è presa una decisione senza nessun tipo di consultazione, che va a colpire una lega che è la migliore del mondo e che già porta tantissimo al prodotto interno lordo del Paese". Una protesta firmata da Joan Laporta. Il presidente del Barcellona guida il fronte dei club iberici, infuriati per aver perso una sorta di doping economico nei confronti dei rivali europei. Mille e mille volte il Milan e le italiane hanno ricordato di essere vessate al confronto, visto che hanno una tassazione di oltre il doppio. Al numero uno blaugrana poco importa. Piuttosto ora sottolinea quanto gli pesa aver perso i privilegi sin qui accumulati... "I risultati dei club e della nazionale dimostrano che la politica che si era seguita finora era giusta. Con questa riforma i giocatori stranieri di maggior talento ci penseranno su due volte prima di venire a giocare nella Liga".
Chi se la ride comunque è il Real Madrid: ha fatto una campagna acquista galattica prendendo stelle come Kakà, Ronaldo, Benzema, Xabi Alonso assicurandogli stipendi impareggiabili dal resto del mondo. E vistoc eh la riforma non è retroattiva, la stalla in questo caso è stata chiusa quando i buoi erano già scappati. Li aveva rapiti quel mandriano di Florentino Perez. Ma è l'ultima volta che ha avuto questa immunità (ci saranno quindi problemi con Ribery l'anno prossimo)...
Intanto comunque la Lega Calcio iberica promette battaglia e continua a minacciare persino lo sciopero del campionato. Una misura durissima se venisse applicata. Difficile però che Zapatero, in un momento di crisi generale del Paese possa fare un passo indietro venendo incontro ai desideri e alle pretese dei richci calciatori. Magari a malincuore visto che è tifoso del Barça, ma la politica è un'altra cosa...



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