Luca Vitali: “Con un allenatore come Pianigiani la nazionale italiana tornerà grande”
Di Luca De Franco
Luca Vitali è uno degli uomini di punta della pallacanestro italiana. Nato a San Giorgio di Piano (Bologna) il 9 maggio 1986, alto 201 cm, peso forma 85 chili, cresciuto cestisticamente nella Virtus Bologna, ha giocato con Progresso Castelmaggiore, Mens Sana Siena, Sutor Montegranaro, Olimpia Milano e dall’estate scorsa milita nella Virtus Roma. E’ anche il playmaker della nazionale. E’ quindi la persona giusta con cui parlare delle ultime deludenti prestazioni degli azzurri, di basket italiano e internazionale.
Sulla mancata qualificazione agli europei della nazionale si è detto di tutto. Tu hai vissuto la situazione dall’interno, quali sono i motivi del flop? 
“Forse non abbiamo sviluppato gli automatismi tipici di una squadra vincente. Alcuni hanno faticato ad inserisi negli schemi di gioco, ma questi problemi si risolveranno con il tempo. Per diventare una squadra affiatata, che gioca a memoria, bisogna lavorare molto insieme. Alcuni giocatori sono stati accusati di scarso impegno, di aver provocato l’eliminazione, mentre il basket è uno sport di squadra: si vince e si perde insieme. E ti posso garantire che nessuno remava contro”.
Credi che Simone Pianigiani saprà costruire una nazionale vincente?
“Si perchè lo conosco bene avendolo avuto come allenatore nelle giovanili del Siena. E’ un uomo determinato che vuole vincere sempre e che sa trasmettere la voglia di emergere ai suoi uomini. Il successo che ha avuto come allenatore della prima squadra del Siena, negli ultimi anni, non mi ha stupito. Con lui faremo il salto di qualità”.
Per te è un vantaggio averlo avuto come allenatore. Non devi dimostrargli nulla. 
“Al contrario, devo dimostrargli di essere ancora utile alla nazionale e di aver voglia di lavorare. La maglia azzurra si conquista anno dopo anno, come quella del club con cui si è sotto contratto”.
Siena è imbattibile in Italia, ma fatica all’estero. Per quale motivo?
“Per una questione economica. Panathinaikos, Barcellona, Real Madrid hanno un budget di gran lunga superiore e lo usano per ingaggiare i migliori. Non credo che Siena possa colmare la differenza con quelle squadre senza investimenti”.
Panathinaikos, Barcellona e Real Madrid sarebbero competitive nell’Nba?
“No, le squadre Nba sono di un altro pianeta. I giocatori americani sono superiori nella potenza fisica e nell’uno contro uno. Le squadre europee esprimono un gioco migliore, ma con uomini di livello inferiore. Negli ultimi anni il gap tra l’Eurolega e l’Nba si è ridotto, ma esiste ancora”.
Hai mai preso in considerazione l’ipotesi di giocare all’estero?
“No e non ci penso perchè a Roma mi trovo benissimo. Tra qualche anno, forse, mi piacerebbe giocare in Spagna”.
Hai mai avuto un modello a cui ispirarti?
“No, ma ho avuto la fortuna di giocare con due grandi playmaker: il francese Antoine Rigaudeau e il macedone Vrbica Stefanov. Guardandoli mentre si allenavano e in partita ho imparato moltissimo. E quando ho chiesto loro dei consigli, entrambi sono stati disponibili. Lo stesso è accaduto con l’americano David Vanterpool, che giocava nel ruolo di guardia/ala a Siena nel 2003-2004, con me e Stefanov”.



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