Vilas Boas 'scavalca Mou: "Mi ispiro a Guardiola"
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"Pepp Guardiola? Lui per me è una continua fonte d'ispirazione, e lo sa".
Andrè Villas Boas, l'enfant prodige delle panche calcistiche (a 33 anni e 213 giorni è il più giovane mister a vincere una competizione europea) sceglie il tecnico catalano come musa ispiratrice e obiettivo di una dedica dopo la conquista dell'Europa League con il Porto.
Il portoghese ha trascorso un periodo a Barcellona per osservare gli allenamenti della squadra catalana (dopo aver lasciato lo staff di 'Mou' ed essersi messo in proprio). "E lì ho imparato tante cose. Come quella che non servono giocatori che non sappiano essere anche riserve".
Fa sensazione sentire lo Special Two che non mette José Mourinho in cima alla classifica delle dedica. Certo una dedica "anche a Mou" gliela fa. Aggiugendo pure un "gli devo molto" che rafforza il concetto. Eppure la sensazione è che il vate di setubal sia come minimo al secondo poso nelle liste di gradimento di Vilas Boas. Forse pure al terzo visto che un pensiero special(e) viene riservato a Bobby Robson, scomparso nel 2009, a cui il 16/enne Villas Boas metteva biglietti con indicazioni tattiche nella cassetta delle lettere quando era il tecnico inglese a sedere sulla panchina del Porto. "A Sir Bobby Robson, che ebbe così tanta pazienza con me e dal quale non ho potuto congedarmi". Il 33enne mister, di famiglia nobile, abitava nello stesso palazzo dell'ex ct dell'Inghilterra, che lo prese come osservatore a 17 anni. 
Vilas Boas come Mourinho, o forse suo primo rivale in futuro? La sfida parallela è partita. 
José vinse scudetto e Coppa Uefa al primo anno al Porto, nel 2003; il suo ex assistente lo ha rifatto ha fatto la stessa cosa, mettendoci un qualcosa in più: lo ha fatto sette anni prima (lo Special ne aveva 40) e poi la squadra è rimasta imbattuta in entrambe le competizioni. Può bastare? No. Domenica potrebbe addirittura essere un triplete (seppur minore) con la Coppa del Portogallo, che otto anni fa sfuggì a Mourinho.
Intanto giura: "Voglio restare altri dieci anni al Porto". Parole decise. Un pensiero forte che ha tenuto anche di fronte a proposte provenienti da tutta Europa. Liverpool, Roma e Juve (con maxi-offerta) in primis e tutte disposte a far carte false per lui pur consce della clausola rescissoria da 15 mln che lo ega al Porto. Ma più della penale, ha potuto la volontà di mister Andre.



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