Vale Rossi, the king mette in riga le donne (sportive) d'Italia
Di Giordano Brega
Lo sport italiano parla al femminile? Gli uomini (in crisi di risultati) guardano le fanciulle, moglie, sorelle, fidanzate o... conoscenti che portano a casa vittorie, tornei, medaglie e record mondiali? Forse sì, probabilmente, anzi sicuramente, il trend è chiaro negli ultimi anni. Federica Pellegrini ha incassato trionfi a Olimpiadi e Mondiali che la collocheranno tra i grandi di sempre, Alessia Filippi è stata profeta in patria (nelle piscine di Roma) Francesca Piccinini e le ragazze del volley hanno vinto quasi tutto (l'ultimo alloro è stato agli Europei) a parte ai Giochi (obiettivo Londra 2012). Senza dimenticare le soddisfazioni raccolte da Pennetta e Schiavone (torneo da un milione di dollari appena incassato a Mosca) nel tennis o dalla regina assoluta e incontrastata della scherma, Valentina Vezzali...
Però... 
Francesca Piccinini, Fede Pellegrini
e le grandi regine dello sport azzurro
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il più grande di tutto il movimento resta un uomo. Anzi, L'UOMO DI TAVULLIA. Al secolo Valentino Rossi. Il Dottore, come tutti sanno ha portato a casa il suo nono titolo mondiale tra 125, 230, 500 e MotoGp.
Un mito indistruttibile, un giovincello di 31 anni che ha tenuto a bada il mondo delle due ruote nell'ultimo decennio: da Biaggi, Gibernau e Capirex, passando per le nove generazioni che avanzano con Stoner, Lorenzo (i due ci riproveranno nel 2010), Pedrosa.
Con l'amico Simoncelli che s'affaccia sull'uscio della classe regina pieno di ambizioni. E con lui anche quel Ben Spies che ha meritatamente trionfato nelle Superbike (vincendo all'ultima gara un duello lungo un anno contro il ducatista Haga) e ora si metterà alla prova in MotGp cercando di migliorare il rendimento di gente come Edward e Toseland (che non sono stati all'altezza delle aspettative nel passaggio di campionato) o dello stesso Troy Bayliss (spesso messo sotto da Capirossi ai tempi della Ducati). VOTO 10 E LODE A VALE, capace di vincere quando c'era da vincere e acchiappare podi nelle giornate in cui la saggezza del vecchio campione gli ha consigliato di non prendere rischi (dal secondo posto di Phillip Island al terzo di Sepang).
PROMOSSI E BOCCIATI DEL MOTOMONDIALE 2010 
Valentino Rossi, THE KING
CASEY STONER. Ha sconfitto il male oscuro che minava la sua testa e il suo fisico. Quella debolezza che l'ha messo in crisi nella fase centrale del Mondiale costringendolo anche a un sofferto time out. E' tornato più forte di prima, è tornato BA-STONER.
L'australiano della Ducati ha stra-vinto a casa sua e una settimana dopo ha Sepang ha mostrato di essere sempre il più pronto del circuito ad adattarsi alle condizioni meteo che cambiano le carte in tavola e tutto il lavoro degli assetti da corsa. Nel 2010 sarà pericolosissimo, a caccia di un Mondiale che lui ha già vinto battendo The Doctor. VOTO 9,5
JORGE LORENZO. A tratti ha corso persino più forte di Rossi. A tratti lo ha messo in crisi. a nell'insieme ha perso la sua guerra col rivale del pollaio per i troppi errori, le cadute nel momento sbagliato e perché Vale può avere la gara 'no' in cui viene messo sotto, ma ha sempre riscattato prontamente il suo onore nel Gp successivo. Dimostrando una saldezza di nervi che l'Ispanico ancora non ha. Però il talento è grande. VOTO 9
DANNY PEDROSA. Lo si può vedere vedere come 'ultimo' dei Fantastici 4 o primo degli inseguitori. Lo spagnolo ha mostrato di esser nettamente il più forte al mondo dietro a... Rossi-Lorenzo-Stoner. Di certo questo non basta ad appagare l'orgoglio di un pilota abituato a dominare gli avversari nelle categorie inferiori. L'anno prossimo lui e la Hrc dovranno dimostrare di essere pronti per quel salto di qualità che continuano a mancare. VOTO 7,5 
Jorge Lorenzo
MARCO MELANDRI. Il Mondiale della rinascita che gli ha permesso di voltare pagina dopo la disastrosa stagione in Ducati. Con una moto buttata in pista all'ultimo secondo e senza grandi sviluppi nel corso della stagione ha corsa sapendo di non aver nulla da perdere. Raccogliendo qua e là discreti risultati. Il ritorno in Honda da Fausto Gresini potrebbe riportarli agli antichi livelli. VOTO 7
COLIN EDWARDS. Tornado Texas fa un 2009 all'insegna della continuità: la moto è molto buona e lui spesso la porta al traguardo appena dietro ai migliori. Mai un lampo, una giornata in cui fa la differenza, ma una stagione da 5-6° del ranking. VOTO 6-
LORIS CAPIROSSI. Una Suzuki troppo problematica per dare un giudizio un vero giudizio all'annata di Capirex. Bocciare l'imolese sarebbe un peccato di superficialità, spesso ha guidato sopra ai problemi. VOTO 6--
TONI ELIAS-ALEX DE ANGELIS. Prima parte nera per entrambi: si svegliano quando la situazione precipita e sembrano destinati all'oblio in proiezione futura. A quel punto piazzano qualche bella gara. Troppa discontinuità. VOTO 5,5
ANDREA DOVIZIOSO. Purtroppo è sempre stato lontano dai migliori, a volte addirittura lontanissimo. Salvo la parentesi di Donington (sotto la pioggia), Dovi non ha confermato il suo talento. Peccato per l'ultima prova (a Sepang) quando si è sdraiato mentre stava andando a raccogliere un buon podio (ancora su pista bagnata) non lontano per giunta da Pedrosa (secondo). La prossima stagione, avendo il vantaggio di sviluppare la moto da protagonista, dovrà riscattarsi. VOTO 5 
Dovi e Pedrosa, nel 2010
dovranno crescere di rendimento
NICKY HAYDEN. Schiacciato da Stoner sia quando Casey volava che quando stava male. L'inizio di stagione è stato un fallimento, poi con le modifiche sulla moto un po' cresciuto. VOTO 5
RANDY DE PUNIET. Non si può dire che in certe corse non abbia provato, non abbia rischiato. Solo che spesso e volentieri la sua gara è finita anzitempo, per errori e scivoloni. VOTO 4,5
JAMES TOSELAND. Il pianista è in totale involuzione, pare demotivato perché il pilota visto quest'anno è troppo lontano da un rendimento all'altezza delle sue possibilità per esser vero. VOTO 4
GABOR TALMACSI. Un fantasma. VOTO 3



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