Scoppia la guerra di... Twitter nel tennis
Scoppia la guerra dei social network nell'Open degli Stati Uniti in corso a New York. Tutto è nato dopo il monito della Tennis Integrity Unit che se l'è presa un po' contro tutti questi mezzi, ma in particolare ha attaccato Twitter, molto usato negli States forse persino più di Facebook. La motivazione di questa crociata nasce da problemi comunque ritenuti molti seri: infatti, nei giorni scorsi, con una nota ufficiale, la squadra che lotta contro i crimini legati al mondo del tennis ha messo in guardia partecipanti e addetti ai lavori dai rischi di condizionamento del match-betting legati all'uso del social network Twitter. 
Secondo la Tennis Integrity Unit, infatti, il rischio che informazioni sensibili legate ai match finiscano "postate" su Twitter è credibile al punto che sarebbe ipotizzabile anche il rischio violazione delle norme anti-corruzione, oltre all'inevitabile condizionamento dei comportamento di molti giocatori che potrebbero trarre beneficio dalle informazioni circolanti sul social forum. "Molti di voi hanno degli account su Twitter per comunicare meglio con i vostri fan - si legge nella nota - e questo è un fatto molto positivo. Tuttavia dovete sapere che esso comporta anche dei pericoli per quanto riguarda il rispetto delle norme anti-corruzione". 
Inutile dire che i tennisti non l'hanno presa bene. A parte il fatto che diversi campioni del circuito aggiornano con frequenze le loro pagine (non solo loro, ma pure altri sportivi di spicco: Lance Armstrong è un fan di Twitter e lo ha usato anche per controbattere a certe dichiarazioni di Alberto Contador di recente) e comunque si sono sentiti privati di una libertà personale. L'americano Andy Roddick ha capeggiato la rivolta. Senza alzare i toni, ma mettendo i classici puntini sulle 'i'... "Condivido il divieto di usare Twitter quando si è in campo, ma non trovo giusto che qualcuno venga a dirci cosa fare del nostro tempo libero".



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