Trapattoni compie 70 anni: "E non mi ritiro..."

Lunedì, 16 marzo 2009 - 22:38:00

Giovanni Trapattoni
Settant'anni e non sentirli.
Nel giorno di San Patrizio, l'Irlanda festeggia anche il compleanno del suo ct, una leggenda nella storia del calcio mondiale che di nome fa Giovanni Trapattoni. "I miei figli sono felici che io continui a lavorare - dice a Fifa.com - ma mia moglie mi chiede sempre: 'quando smetti?'. E io le rispondo: 'in futuro'. Lei ci prova sempre a tirarmi fuori dal calcio, ma non con molto successo", se la ride il Trap. Una carriera fatta di vittorie in ogni parte d'Europa, dagli scudetti e i successi in campo europeo con la Juve ai titoli vinti in Germania, Austria e Portogallo, passando per l'esperienza sulla panchina azzurra e ora su quella dell'Eire dove, in carica da dieci mesi, è in piena corsa per la qualificazione ai prossimi Mondiali. L'Irlanda, infatti, è in testa al girone 8 a pari punti con l'Italia di Lippi, una partenza della quale il Trap si dice "davvero felice. La squadra ha giocato molto bene - dice - e ha ottenuto alcuni risultati molto importanti nei primi impegni. Adesso la mia speranza è che i giocatori continuino con lo stesso spirito, con la stessa mentalità, con lo stesso atteggiamento che sono stati molto importanti finora". La panchina dell'Irlanda, insomma, è una scelta della quale l'ex ct azzurro non si è affatto pentito. "Avrei potuto allenare un'altra nazionale ma sentivo che qui c'erano tutte le condizioni giuste - sottolinea - C'è poi Liam Brady (il suo vice, ndr), un uomo che conosco e rispetto e che sapevo avrebbe potuto aiutarmi. E poi conosco il calcio inglese bene e conoscevo già molti giocatori irlandesi. In loro ho visto la mia stessa mentalita': hanno un cuore fantastico. Ero sicuro che avremmo potuto lavorare bene insieme, quando ci siamo incontrati per la prima volta ho detto loro di fidarsi di me perché ho l'esperienza per poter portare in alto la squadra. E fortunatamente mi hanno accettato con entusiasmo". Oltre a Brady, Trapattoni ha come vice Marco Tardelli. "Per ogni allenatore gli assistenti sono sempre molto, molto importanti - spiega - e sono estremamente fortunato ad avere due grandi campioni qui. Liam è stato capitano della nazionale irlandese per molti anni e ha giocato molto bene per me in Italia, mentre Marco, come tutti sanno, e' un campione del mondo. E' importante anche per i giocatori avere attorno degli uomini come loro a cui ispirarsi. Liam, tra l'altro, è stato molto importante perché è riuscito a spiegare ai giocatori certi piccoli dettagli sugli allenamenti e il nostro sistema tattico meglio di quanto potessi fare io".
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