Tor Hamer, il nuovo personaggio della boxe americana
di Luca De Franco
Se un pugile si chiama Tor Hamer e combatte negli Stati Uniti è prevedibile che sarà soprannominato "Hammer of Thor" (il martello di Thor). Poco importa che Thor sia un dio vichingo (biondo e dalla pelle chiarissima), mentre Tor è afro-americano. In America, la boxe è considerata uno spettacolo e l'unica cosa che conta è vendere biglietti. Se per trasformare un pugile in personaggio è utile evocare la figura del "dio del tuono", lo si fa senza pensarci due volte. A tentare non si sbaglia mai: può capitare che un regista hollywoodiano si innamori del personaggio e decida di realizzare un documentario su di lui. Infatti, il regista Ben Younger ha girato un documentario su Hamer intitolandolo "Hammer of Tor".
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Insomma, Tor Hamer è l'ennesimo esempio di quanto sia necessaria un'immagine forte per attirare l'attenzione del pubblico e dei media. Nato a New York City, il 20 gennaio 1983, alto 188 cm, professionista dall'ottobre 2008, fra i pesi massimi, Tor Hamer ha disputato solo 8 combattimenti, tutti contro dei brocchi. Ne ha vinti 6 prima del limite, ma sarebbe strano se non lo avesse fatto. Decisamente migliore, il suo curriculum dilettantistico: l'anno scorso ha vinto il torneo più importante d'America, il Goden Gloves, nella categoria dei pesi supermassimi. Questo trionfo è servito per farlo conoscere dagli addetti ai lavori, ma non era abbastanza per farlo diventare popolare. Determinante, invece, il lavoro del suo addetto stampa che ha saputo valorizzare le sue caratteristiche. Tor è laureato alla Penn State University e sono pochissimi i pugili professionisti laureati (ad alto livello, solo i fratelli Vitali e Wladimir Klitschko); per sottolineare questa diversità, Hamer ha fatto scrivere sui pantaloncini "Penn State".
![]() Tor sulla copertina della rivista The Village |
Durante le interviste, Tor parla a bassa voce utilizzando un linguaggio forbito. Urlare ed insultare l'avversario non fa parte del suo personaggio. Infatti, la rivista "The Village" lo ha messo in copertina proprio perchè è un "pugile gentiluomo". Per rafforzare la sua immagine di uomo raffinato, Tor frequenta il bel mondo: è presente ad ogni festa del mondo dello sport e dello spettacolo organizzata a New York, si fa fotografare indossando abiti eleganti, in compagnia di belle donne, mentre sorseggia champagne. Tutto questo per compensare la carenza di avversari degni di nota. Nel momento in cui metterà knock out un pugile di nome e sarà inserito nella classifica dei primi dieci pesi massimi del mondo, Tor Hamer non avrà più bisogno di essere paragonato al dio del tuono, di rivendicare la propria appartenenza alla Penn State University e di farsi invitare alle feste esclusive. Ma è probabile che continuerà a farlo perchè gli piace troppo essere un personaggio.
![]() Tor Hamer ad un party newyorkese in compagnia di Joanna Steinberg |



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