Luca Toni e il Milan, un matrimonio rischioso
"In carriera non avevo mai vissuto una situazione simile a quella che sto vivendo in questi ultimi mesi, ad eccezione di quando ero infortunato a Brescia. E' una situazione molto difficile e sono molto deluso. Sono diventato quello che sono e nessuno mi ha regalato nulla, io voglio solo tornare in campo e dimostrare ancora il mio valore e questa rabbia che ho accumulato in questi mesi, mi aiuterà in campo. Vedo la mia partecipazione al Mondiale in pericolo. Per me è un orgoglio giocare in Nazionale ma per riuscirci ho bisogno di giocare e di far bene".
Luca Toni nelle ultime ore è uscito allo scoperto, esternando ciò che tutti sapevano da settimane: il suo malessere di panchinaro, pardon... tribunaro al Bayern Monaco, dove Louis Van Gaal proprio non lo vede. Vuole andare in Sudafrica, vuole tornare a esser titolare, protagonista, bomber. 
Luca Toni
Vuole tante cose Luca Toni e subito è tornato alle mente di alcuni addetti ai lavori un accostamento invernale a quel Milan che è in crisi di gol. Ogni tanto segna Pippo Inzaghi, si spera nel recupero di Pato, Borriello non si sa bene come sta, mentre Huntelaar e Dinho restano misteri da risolvere. Ecco dunque l'idea di mandare Toni al Diavolo o il Diavolo da Toni.
Un affare che ha senso? Sì e no. Più no che sì. L'esperienza e il peso che può dare l'ex attaccante della Fiorentina (motivatissimo) al reparto offensivo rossonero può essere interessante. E' però logico portare a Milano un giocatore di 32 anni, in fase discendente della carriera e non più al top come due-tre anni fa? Ha senso per un giocatore che deve rilanciare prima di tutto se stesso finire in una squadra che ha mille problemi di suo da risolvere?
Forse al buon Toni gioverebbe un esperienza in qualche squadra di medio livello pronta a dargli le chiavi del suo attacco senza 'se' e senza 'ma'.
E al Milan gioverebbe l'acquisto di un giocatore più giovane e in rampa di lancio...
Altro giro, altra ipotesi: il Napoli del rivoluzionario Aurelio de Laurentiis. Il bomberone ai micfrofoni di Kiss Kiss annuisce: "E' una piazza importante, con dei tifosi fantastici. Il presidente De Laurentiis vuole fare le cose in grande, Vediamo cosa succederà, è ancora presto per parlarne. Quagliarella e il Pocho sono due grandi attaccanti, insieme a loro mi troverei senz'altro bene e formeremmo un tridente niente male". In un contesto del genere, con un tridente di questo tipo forse gli direbbe meglio...



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