Doping, tas, Petrucci: "Immagine pulita conta più delle medaglie"

Il Coni va avanti per la sua strada, mettendo al primo posto l'etica. La sentenza del Tas "per noi non cambia nulla", assicura Gianni Petrucci, dopo la 'cancellazione' della regola di Osaka e la conseguente riammissione ai Giochi Olimpici anche degli atleti puniti con squalifiche superiori ai sei mesi per doping. "Abbiamo iniziato una politica seria, corretta e decisa e andiamo avanti per la nostra strada - commenta il presidente del Coni ai microfoni di Sky Sport - i principi etici valgono piu' di qualsiasi normativa. Certo, rispettiamo le leggi ma la linea resta quella di non convocare chi e' incorso in pesanti sanzioni". Come detto anche dal presidente della Federciclismo Di Rocco, nello sport italiano non ci sara' spazio per i dopati: "Siamo additati come un Comitato Olimpico serio e vogliamo andare avanti per la nostra strada - continua Petrucci - come puo' un atleta che ha screditato lo sport italiano poter indossare di nuovo la maglia del nostro Paese?". Resta da vedere se anche altrove prevarra' la stessa linea. "Si puo' anche non vincere una medaglia ma avere un'immagine bella e pulita come l'abbiamo noi - ribatte il numero uno del Coni - noi vogliamo stare a posto con la coscienza, la nostra e' una posizione logica e seria. Voglio proprio vedere se le altre nazioni hanno il coraggio di mettere in campo certi atleti... Non vogliamo essere eroi ma persone serie e corrette". Petrucci vorrebbe che "ogni Comitato Olimpico imponesse a ogni Federazione lo stesso numero di controlli" e ricorda a tal proposito come nel calcio di test ne vengano eseguiti 6mila in Italia. "Possibile che non esce mai un caso di doping nelle altre nazioni? - si interroga - sembra un Eden, ma e' poco realistico". "Noi andremo avanti con la nostra mentalita', con la nostra concretezza - conclude Petrucci - abbiamo anche in ballo la candidatura di Roma2020 e anche con l'immagine pulita si puo' vincere oltre che con il lavoro dei nostri organizzatori".


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