Speziale parla: "Raciti è un eroe. Nono sono stato io ad ucciderlo"
"Un servitore dello Stato morto in servizio, questo era l'ispettore Filippo Raciti che era e resta un eroe". Antonino Speziale ricorda l'agente morto durante gli scorntri tra Catania e Inter dello scorso campioanto nonostante sia lui il principale accusato per il lancio del sottolavello che colpì mortalmente, durante gli scontri nel derby Catania-Palermo, l'ispettore di polizia.
Speziale ha riottenuto la libertà dopo 18 mesi di carcerazione preventiva per il reato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, reato per il quale, reo confesso, è stato condannato a un anno e mezzo in appello. Nei giorni scorsi la Corte d'Appello ha deciso di liberare Speziale per la scadenza dei termini della custodia cautelare. "Mi dispiace per Raciti e la sua famiglia - ha detto Speziale - ma non sono stato io ad ucciderlo. Io non ho mai visto le forze dell'ordine come rivali - ha proseguito Speziale- ho commesso degli errori ma per me i poliziotti sono padri di famiglia che fanno il loro lavoro come tanti altri".
Speziale ha anche rivolto un appello a tutti i giovani che seguono il calcio: "Chi va allo stadio non credo lo fa con l'intento di scatenare violenza ma quello che è accaduto è una brutta strada, bisogna stare attenti a non combinare guai". Il giovane si è poi detto sicuro dell'esito favorevole del processo: "Chi è innocente non ha paura di niente. Io sono innocente. E per questo non ho timore del parere della gente o dell'opinione pubblica". Speziale ha sostenuto di non ricordare bene gli scontri del 2 febbraio 2007 allo stato Massimino per il derby Catania-Palermo durante i quali fu ferito mortalmente l'ispettore Filippo Raciti.
"Del 2 febbraio dell'anno scorso ho ricordi molto labili, quello che è successo non lo ricordavo completamente, poi mi sono visto nel filmato...", ha affermato il giovane, che ha ammesso: "E' vero, ho preso il sottolavello ma l'ho gettato in aria per togliermelo dalle mani e quando l'ho lanciato non c'erano esponenti delle forze dell'ordine". Speziale ha ribadito di "essere innocente e tranquillo" e di "avere saputo della morte di Raciti soltanto il giorno dopo. Io - ha precisato- non ho pensato in alcun modo di poter essere coinvolto dalla magistratura".
Il diciottenne ha parlato anche della sua esperienza in carcere e in un centro di recupero per minori: "Sono cresciuto molto - ha detto- e sono maturato, perché adesso mi sento più sereno".



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