Sandri, in aula l'agente che lo uccise. I testimoni: "Ha sparato in aria"
Luigi Spaccarotella entra in aula a testa bassa, nessuno scambio di sguardi con i familiari di Gabriele Sandri, che da mesi attendevano questo momento. Resta vicino ai suoi legali, in silenzio, non alzando mai la testa. La mamma di Gabriele non gli toglie mai gli occhi di dosso, tenendo in mano la stessa felpa nera di sempre, quella utilizzata l'ultimo giorno di vita dal figlio.
L'INCIDENTE NEL NOVEMBRE 2007 - Luigi Spaccarotella, l'agente della Polstrada che l'11 novembre 2007, nell'area dell'autogrill di Badia al Pino, in provincia di Arezzo, ha sparato un colpo di pistola uccidendo il giovane tifoso laziale Gabriele Sandri, verra' ascoltato il 23 o il 24 aprile, nell'ambito del processo che ha preso il via oggi in Corte di Assise di Arezzo. Il presidente della corte d'assise, Mauro Bilancetti, ha accolto tutti i testimoni richiest i dalla difesa e dal pm, Giuseppe Ledda.
SARA' ASCOLTATO IL 23 APRILE - E' stata anche stabilita la calendarizzazione dei testimoni, tra i quali il capo della polizia, Antonio Manganelli. I testimoni sono 23 per il pm e 18 per la difesa. I primi a salire sul banco dei testimoni sono quelli del pm, poi tocca alla difesa e, dopo una breve pausa, iniziera' l'ascolto dei consulenti tecnici. Il 23 o il 24, poi, tocchera' a Spaccarotella.
LA DIFESA - La difesa ha prodotto due documenti agli atti: un attestato di alto merito del 2006 rilasciato dal ministero dell'Interno per i servizi resi e un certificato medico che dimostra come dal '93 Luigi Spaccarotella soffra di bronchite acuta spastica di tipo allergico e verra' in seguito prodotta una perizia medica che descrive gli effetti di questa patologia in fase di stress. Al momento sul banco dei testimoni Massimiliano, uno dei colleghi che quella tragica domenica era di pattuglia con Spaccarotella.
I TESTIMONI: "HA SPARATO IN ARIA" - Luigi Spaccarotella ha detto di aver sparato due colpi in aria. E' quanto hanno riferito i tre testimoni che quel giorno erano in pattuglia con lui. Solo uno di loro e' stato titubante nel rispondere quando gli e' stato chiesto se Spaccarotella ripose la pistola nella fondina dopo il primo sparo. Secondo la ricostruzione, quel giorno durante una perquisizione dal lato opposto dell'autogrill, gli agenti hanno sentito delle urla e visto una decina di persone aggredire con bastoni e ombrelli un'auto, una Mercedes nera Classe A. Gli agenti hanno iniziato cosi' a urlare: "si danno, si danno" e hanno acceso le sirene. A quel punto Spaccarotella ha sparato un colpo in aria dopodiche' si e' messo a correre lungo la strada. A quel punto l'auto una Renault Scenic con a bordo gli aggressori e' subito ripartita. Nessuno dei testimoni lo ha pero' visto sparare il secondo colpo, quello fatale per Gabriele Sandri. Al suo ritorno ha avvertito i colleghi di aver sparato un secondo colpo in aria. Dalla testimonianza - ha sottolineato l'avvocato difensore di Spaccarotella, Federico Bagattini - emerge piu' chiaramente che ci fu un'aggressione e che quel primo colpo in aria fu indispensabile per bloccarla. Quando il colpo e' in canna - ha concluso Bagattini - che ne parta un secondo accidentalmente e' molto piu' probabile". L'avvocato Bagattini ha infine sottolineato che domani l'agente della Polstrada non sara' in aula. Sara' sentito il 23 o il 24 di aprile. Domani sono attesi in aula a testimoniare i dipendenti dell'autogrill.



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