Sandri, colpi di scena al processo

Mercoledì, 25 marzo 2009 - 15:43:00

Giornata di colpi di scena al processo per la morte di Gabriele Sandri. Ecco la ricostruzione...

SANDRI: UN TESTIMONE NON RICONOSCE SPACCAROTELLA



E' la terza giornata di processo presso la Corte d'Assise di Arezzo, che vede imputato per omicidio volontario l'agente della Polstrada che l'11 novembre del 2007 in un autogril a Badia al Pino, sparo' il colpo che poi uccise il tifoso laziale Gabriele Sandri. Sul banco dei testimoni Simone Parsi, un giovane che non ha riconosciuto in Spaccarotella l'agente che ha sparato il colpo in aria. Parsi era stato fermato insieme ad altri amici da due pattuglie della Polstrada. A bordo dell'auto due coltelli e materiale sovversivo. Inizia il suo racconto: "Tornavamo da una festa con amici a Brescia. Avevamo suonato tutta la notte. Mi hanno fermato insieme ad altri amici". E poi ancora ricorda "di aver notato dall'altra parte dell'autogril un piccolo tafferuglio". Il Pm, Giuseppe Ledda a quel punto gli chiede se riconosce l'agente in aula. Lui dice no, non lo riconosce. Il Pm lo fa alzare in piedi e gli chiede nuovamente se riconosce Spaccarotella, lui continua a ripetere no". Il racconto continua che "dopo aver sparato il primo colpo in aria due poliziotti si sono messi a correre e quello che ha sparato e' rimasto vicino a me. Non ricorda se prima e' partito il colpo o la sirena. Ho sentito un solo colpo e gli altri due agenti sono tornati molto agitati". A testimoniare in aula e' poi l'ispettore della Squadra Mobile, Motta, che e' intervenuto sul luogo poco dopo l'accaduto prendendo in consegna le armi dei quattro agenti e sottolineando che solo da quella di Spaccarotella erano partiti due colpi". "Solitamente i colpi in dotazione - chiarisce - sono quindici e solo quella di Spaccarotella ne aveva tredici. Ha pero' aggiunto che non sa se nella Polstrada i colpi in dotazione potessero essere di piu'". A quel punto l'agente Spaccarotella prende la parola con una dichiarazione spontanea sottolineando: "Noi ne abbiamo solo quindici".

AVV. BAGATTINI, ILTESTIMONE NON E' CREDIBILE

"Veniva da una festa 'rave' senza aver dormito, non e' credibile". Lo ha detto l'avvocato difensore dell'agente Luigi Spaccarotella che l'11 novembre del 2007 in un autogrill a Badia al Pino, in provincia di Arezzo, sparo' un colpo che uccise il tifoso laziale Gabriele Sandri, riferendosi a uno dei testimoni che stamane non avrebbe riconosciuto in Spaccarotella l'agente che ha sparato il colpo in aria. L'avvocato Bagattini ribadisce "non e' credibile quando sostiene che nel viaggio di ritorno non parlarono di quanto fu loro sequestrato anche materiale sovversivo". Nell'auto dei giovani rientrati da una serata erano stati infatti sequestrati due coltellini e materiale sovversivo. Bagattini ha infine sottolineato che gli altri testimoni hanno detto che fu lui a sparare il colpo in aria. E questo e' accertato".

UN SECONDO TESTIMONE,HO VISTO AGENTE A GAMBE LARGHE E BRACCIA TESE

"Aveva le gambe larghe e le braccia tese". Lo ha detto Marco Turchetti uno dei testimoni al processo che vede indagato per omicidio volontario l'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella. Turchetti, 21 anni, l'11 novembre del 2007 a Badia al Pino in provincia di Arezzo era in macchina con Gabriele Sandri ed altri quattro amici. Alla domanda del pm Giuseppe Ledda, se l'agente impugnasse una pistola, Turchetti ha risposto: "Si': reggeva una pistola". Ha poi ricostruito l'accaduto piu' volte avvalendosi della facolta' di non rispondere. "A quel punto", ha proseguito, il giovane, "siamo risaliti in macchina e ci siamo immessi in carreggiata per entrare in autostrada. Ed e' solo li' che ho sentito un colpo sordo". E in quel momento "ho collegato la posizione del poliziotto a quando l'amico Giacca mi ha detto che Gabriele era ferito al collo". Alla domanda dell'avvocato difensore di Spaccarotella, Federico Bagattini, che gli sottolineava come nella prima deposizione non avesse specificato la posizione del poliziotto, ha risposto: "Perche' erano passate solo quattro ore dalla morte di un mio amico ed ero teso". A parlare del rumore sordo e' stato anche Federico Negri, altro amico di Gabriele, che ha ricordato quegli istanti quando il Giacca ha urlato: "'Gabriele sta male'. Ho sentito un rantolo e li' ho visto Sandri che si accasciava in avanti". A quel punto il giovane ha telefonato al 113 per chiedere soccorso: "Ho chiuso subito perche' ho visto il cartello di Arezzo. A quel punto ci si e' avvicinata un'altra auto ed era della Polizia e a loro ho fatto presente la cosa. Sono stato richiamato dal 113 che mi diceva di restare li' dandomi le prime indicazioni su cosa fare".

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Terremoto/ Napolitano, fiducia, speranza e certezze a Emiliani
Bpm/ Ponzellini agli arresti, Gip: "la banca come 'cosa sua'"
Facebook/ A Wall Street titolo scende sotto quota 30 dollari
Fonsai/ Ghizzoni; pazienza banche limitata, Ligresti deliberino
Terremoto/ Mirandola, in ginocchio la citta'-gioiello di Pico
JP Morgan/ Vende azioni per 25 miliardi per alleggerire perdite
Borsa/ Chiude in rialzo, Ftse Mib +0,38%, bene Fiat e Impregilo
Unicredit/ Terminato cda dopo due ore, presente al-Qubaisi
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso