L'ultima giornata? Alcune partite sembravano sfide fra scapoli e ammogliati

Lunedì, 1 giugno 2009 - 14:05:00

di Fabrizio Gerolla

Il campionato di calcio di serie A chiude i battenti regalandoci ben 42 reti nell’ultima giornata. Alcune gare di questo epilogo stagionale in realtà sono state più simili alle sfide scapoli-ammogliati che a gare di calcio vere e proprie ma in fin de conti non si può chiedere di più a dei giocatori che, nella maggior parte dei casi, avevano già le valige pronte per le tanto agognate vacanze estive. Dopo avere vinto meritatamente lo scudetto da solo Ibrahimovic si aggiudica anche la classifica marcatori con 25 reti, giusto riconoscimento per un autentico fuoriclasse che però di attaccamento alla maglia non vuole proprio sentire parlarne. In Italia ha vinto tutto e la voglia di provare nuove emozioni potrebbe anche portarlo a cambiare club, per uno come lui infatti avere guardato la finale di Champions in tv è stato un vero e proprio affronto e chi lo consoce bene giura che Zlatan si è davvero stufato di vincere solo coppe di latta.


Zlatan Ibrahimovic

Nella giornata in cui Juventus e Milan entrano in Europa dalla porta principale salutiamo l’addio al calcio di due grandi campioni: Pavel Nedved e Paolo Maldini. I tifosi bianconeri non potranno dimenticare il giocatore ceco, campione in campo e fuori e non poter vedere più quella chioma bionda scorazzare per il campo lascia un po’ di malinconia in tutti gli sportivi italiani. Ad appendere le scarpette al chiodo (pare questa sia davvero la volta buona) sarà anche il capitano dei capitani Paolo Maldini. Per lui una carriera infinita corollata di successi infiniti che i fischi di San Siro non potranno mai scalfire. Per lui invece gli applausi di tutto il calcio italiano sono il vero tributo ad un giocatore entrato nella storia per i mille record battuti. Saluta il calcio italiano anche Carletto Ancelotti che, in silenzio, lascia il Milan per tentare il successo oltre manica e con lui il Torino che retrocede in serie B insieme ad un pezzo di storia del calcio italiano. Presidente scadente, squadra insufficiente, pubblico eccezionale. Il risultato non poteva essere altrimenti considerando anche che in  Lega calcio la società granata contava meno del Pizzighettone. L’ennesima stagione di purgatorio per il vecchio cuore granata che a forza di soffrire finirà per avere un infarto. Da domani il via ai colpi di mercato, ai giuramenti traditi e alle telenovelas su campioni che andranno e verranno per finta o sul serio.

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