Flop di Schwazer ai Mondiali e l'Italia precipita... in serie C
Il flop dell'atletica italiana è servito. Malgrado un'ammirevole Elisa Cusma (poteva far meglio del sesto posto? Forse, ma il suo è un grande risultato nella mediocrità del mezzonfondo azzurro) e il discreto quarto di Antonietta Di Martino nell'alto, il movimento nostrano dimostra tutta la sua mediocrità in campo internazionale (siamo lontani dai livelli dei nostri nuotatori) e non riesce neanche a nascondersi dietro la foglia di fico della marcia. 
Alex Schwazer
L'unica disciplina che ancora funziona da noi, ai Mondiali di Berlino alza mestamente bandiera bianca con Alex Schwazer (l'ottavo posto di Marco De Luca, con personale cronometrico, è un buon risultato individuale, ma un brodino leggero leggero per la Nazione intera). Il campione olimpico di Pechino 2008 si è ritirato a metà gara dopo una crisi improvvisa che, nel giro di pochi minuti, lo ha tolto dalle prime posizioni quando transitava a cavallo tra il 20° e il 25° chilometro. Capita nella vita di un'atleta il flop, soprattutto tra i protagonisti di corse lunghe (maratona, 50 Km di marcia in primis) e nessuno potrebbe mai sognarsi di gettare la croce addosso al campione altoatesino. E' il movimento italiano che viene cancellato dal medagliere e vive come una potenza di Serie C a questa maifestazione iridata e non solo.
Lontani i tempi in cui l'Italia aveva campioni nel fondo e nel mezzo fondo: gente come Stefano Mei, Alberto Cova, Totò Antibo, Gelino Bordin, Francesco Panetta, Lambruschini o lo stesso Stefano Baldini. Tanto per fare qualche nome. Ormai da vent'anni la vena è diventata aridissima...
SCHWAZER, "FERMATO DAL MAL DI STOMACO, MI VERGOGNO" - "È come guidare una Ferrari e può andare solo in seconda. A livello fisico stavo come un anno fa, anche un pò meglio. Il mio punto debole è lo stomaco: sono venuto qui pensando che il clima fosse più fresco rispetto all'Italia. Invece ho avuto problemi negli ultimi 3 giorni e diventa difficile fare 50 km senza la possibilità di bere e di alimentarsi. In gara sentivo di avere lo stomaco gonfio, aveva mangiato solo mezza banana ma mi sentivo come se avessi ingoiato una mucca. Non mi sono mai vergognato così tanto. Negli ultimi 6 mesi ho smesso praticamente di vivere, ho pensato solo alla gara e per questo mi sono allenato anche più di quanto ho fatto prima delle Olimpiadi di Pechino. La gente però deve rendersi conto che 50 km sono tantissimi, questa gara non perdona nulla. Per fare risultato, bisogna stare benissimo".



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