Safiria Leccese, "La bellezza? Non ha mai penalizzato nessuno. Poi però ti siedi a un tavolo, e lì si vede se sai quello che fai"
![]() Safiria Leccese |
"La bellezza? Non ha mai penalizzato nessuno. Chi dice il contrario dice una bugia". Non ci gira troppo intorno, Safiria Leccese. Lei, inviata e conduttrice di Studio Aperto, tra le telegiornaliste più apprezzate dagli uomini italiani. Classificatasi terza, dopo Paola Ferrari (signora di Martedì Champions) e Maria Cuffaro (anchorwoman del Tg3), in una recente indagine condotta da Affaritaliani.it sulle preferenze degli internauti in tema di mezzobusti. Votata, soprattutto, per la sua voce calda.
Lei, Safiria Leccese, lo ammette: avere un bell'aspetto è un elemento di vantaggio, certo, "ma pur sempre accessorio: la bellezza va trattata per quello che vale. Presentarsi bene, in modo pulito e ordinato aiuta? Sì, aiuta. Essere gradevoli visivamente aiuta? Sì certo. Detto ciò, poi però ti siedi a un tavolo e devi dire delle cose che abbiano un senso. E questo vale sia in televisione che nella vita".
Non temi che la bellezza possa mettere in ombra le altre qualità di una persona?
"Ti racconto questa. Circa un mese fa, il mio caporedattore mi ha mandato un sms in cui mi faceva i complimenti. Avevo appena realizzato un servizio su Renato Soru, a quel tempo in corsa per la rielezione a Governatore della Sardegna, che aveva fatto piuttosto scalpore. Al che ho risposto al mio capo, ringraziandolo e immaginando che si riferisse al mio pezzo. Macché, risponde: "Complimenti per il podio nella classifica delle telegiornaliste più sexy".
Immagino la tua rabbia.
"Ma no. Mi sono fatta una risata. Se qualcuno vuole credere che chi è ‘bello’ è solo bello, pazienza. Bisogna anche saperci stare al mondo. E’ ben altro quello che temo".
Cioè?
"Mi fa paura quando qualcuno crede che la bellezza basti per fare questo mestiere. Che i contenuti non siano importanti e che alla fine per condurre un tg non sia necessario inoltrarsi troppo nelle questioni che si affrontano".
E invece?
"E invece la differenza tra chi sa quello di cui sta parlando e chi no si vede, eccome. Gli spettatori hanno l’occhio lungo, lo capiscono al volo. Distinguono subito chi è una giornalista da chi è una ragazza carina che ‘dice delle cose’ davanti a una telecamera".



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