Vale Rossi: "La mano? Aspettiamo venerdì". Dovi in Yamaha satellite con un sogno...

"La mano, è meno gonfia e c'è ancora qualche giorno prima di scendere in pista. Non resta che aspettare venerdì mattina per vedere come reagisce". Valentino Rossi spera di esser in grado di correre in buone condizioni sulla pista di Phillip Island dopo la caduta al primo giro di Motegi che non ha solo compromesso un Gp potenzialmente interessante (se non da podio almeno da posizioni attorno ad esso), ma pure le sue condizioni fisiche. Il bicchiere però cerca di guardarlo mezzo pieno se pensa a una moto che dà qualche timido segnale positivo per l'Australia. "In Giappone, nonostante l'esito della gara e quelle che si sono poi rivelate essere le conseguenze fisiche della caduta, abbiamo trovato diverse cose positive". E spiega: "Abbiamo lavorato bene sul bilanciamento e sulla messa a punto della moto e alla fine, sotto questo punto di vista, abbiamo vissuto uno dei fine settimana più positivi della stagione". A Phillip Island, Rossi ha ottenuto sette successi in carriera oltre a sei podi. Cosa che più conta, anche la Ducati si è sempre trovata bene, andando a podio in tutte le occasioni salvo nel 2006, quando ha ottenuto comunque un quarto posto. "Phillip Island è un'altra delle piste dove la Ducati è sempre andata forte, e anche io, quindi speriamo di riuscire a lavorare altrettanto bene che in Giappone".
Intanto nelle scorse ore Andrea Dovizioso ha ufficializzato il suo passaggio alla Yamaha Tech 3. Passa da una Hrc ufficiale a un team satellite dove avrà una moto uguale a quelle di Lorenzo e Spies, ma che non potrà sviluppare in prima persona. Il forlivese ha fatto una scelta importante per la sua carriera: entra magari non dalla porta principale nella casa di Iawata, ma con la convinzione di poter guadagnare stima e credito all'interno di essa per poter in futuro tornare a essere un pilota ufficiale e lottare per quel titolo che è convinto di poter vincere prima o poi. Per quanto concerne la Honda, resta un posto nel team di Lucio Cecchinello: quasi impossibile prendere il talento spagnolo Rafa Marquez, si pensa ad Alvaro Bautista che quest'anno ha fatto vedere buoni sprazzi in Suzuki oppure uno tra Hopkins e De Puniet in alternativa.



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