"Ronaldone" pensa al ritiro

Lunedì, 23 agosto 2010 - 13:37:00
ronaldo cropic
Ronaldo

"Il mio corpo sta chiedendo «ferie eterne»". Lo ha scritto Ronaldo stesso su Twitter ad un tifoso del Corinthians che gli chiedeva quando sarebbe tornato a giocare, rivelando anche una pubalgia «molto dolorosa».

«Smettere sarà molto triste, per me soprattutto», aggiunge il Fenomeno, che ormai è vicino all'addio al calcio: dopo una carriera fatta di trionfi e di tonfi, di gol e (tanti) e di malanni (tanti), oggi il fuoriclasse rivela che Di tristezze ne ha affrontate tante, a cominciare dal 1995, a 19 anni, quando era ancora al Psv Eindoven, con i primi problemi alle ginocchia.

Nel 1996 il primo intervento chirurgico, dopo che una risonanza magnetica rivela infiammazione e calcificazione a quello destro. Al ritorno sui campi, ancora convalescente, l'allenatore Dick Advocaat lo fa entrare solo per un quarto d'ora nella finale di Coppa Olanda, e lui se la prende e se ne va al Barcellona, dove nel 1996 segna 34 reti in 37 partite di campionato, si guadagna il titolo di El Fenomeno ed è eletto per la prima volta miglior giocatore del mondo dalla Fifa. Nel 1997 l'apoteosi con l'Inter, con di nuovo il titolo di miglior giocatore Fifa e il Pallone d'Oro di France Football.

Poi ricominciano i malanni e le amarezze: le convulsioni appena prima della finale dei mondiali in Francia, perduta contro les Bleus di Zidane, la tendinite e il laceramento al ginocchio nell'incontro con il Lecce. Dopo cinque mesi di trattamento, entra in campo contro la Lazio in Coppa Italia 2000 e il ginocchio cede di nuovo. La sua immagine che si tiene il ginocchio gridando di dolore farà il giro del mondo. Questa volta ci vorranno otto mesi di lentissimo ricupero per ricominciare daccapo, e quando è di nuovo in grado nel 2001 comincia una sequenza di piccole contratture e stiramenti. Ma poi viene un nuovo trionfo, con il titolo mondiale in Giappone e Corea con la Selecao di Felipao Scolari e il terzo titolo di migliore del mondo. Anche così, Hector Cuper si ostina a tenerlo fuori nell'Inter, e Ronaldo emigra al Real Madrid, dove però è spesso sostituito. I tifosi cominciano a deriderlo e a chiamarlo 'gordò (grasso). Non solo i madrileni: il ritornello del peso eccessivo accompagna tutta la fase finale della carriera del Fenomeno, specialmente quando il Brasile fa brutta figura ai mondiali del 2006 in Germania.

Poi di nuovo una fiammata del campione: tornato in patria, segna a ripetizione e dà al Corinthians di San Paolo il titolo di campione brasiliano 2009 e la Copa do Brasil. Ma adesso sembra proprio che non ce la faccia più.

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