Seedorf si tiene la maglia numero 10. Ronaldinho passa all'80

Martedì, 22 luglio 2008 - 02:05:00


Adriano
Non solo il Milan, anche l'Inter dà i numeri. Amantino Mancini prende il 33, voleva il 30 ma era già di Pelè. Adriano si è ripreso il 10 che aveva prima di andare al San Paolo, Ibrahimovic si è tenuto l'8, Balotelli il 45. Capitan Zanetti non lascia a nessuno il suo 4 e Materazzi il 23.

Alla fine ha vinto Clarence Seedorf. O forse hanno vinto tutti. Dipende dove si guarda il bicchiere rossonero: mezzo pieno, mezzo vuoto? Filosofia (calcistica) per un numero, il 10. Che si terrà Clarence da Paramaribo (Suriname). E Dinho, che tanto sospirava per quella maglia, quella che caratterizza i fantasisti puri (Baggio, Rivera, Savicevic, Maradona, tanto per dire i primi che vengono alla mente di una stirpe infinita) e che contraddistiunge anche il suo brand d'abbigliamento commerciale, l'ormai celeberrimo "R10" by Nike (un onore il logo che hanno pochissimi campioni legati al colosso Usa: Michael Jordam, Tiger Woods: sono il meglio del meglio)?

Il fenomeno di Porto Alegre batterà altre strade, se ne farà una ragione e probabilmente creerà un business sull'80. Si perché questo è il numero (ossia l'anno di nasciata) che ha scelto per la sua avventura all'ombra della Madonnina. Intanto in Adidas gongolano e fanno sapere che sono già state prenotate 11 mila maglie personalizzate dai tifosi rossoneri e di Ronaldinho. Circa un milione di euro sono già entrati in cassa. E Adriano Galliani, durante la presentazione delle nuove divise rossonere, chiosa: "Non abbiamo mai chiesto ad un giocatore di cedere il proprio numero e non lo abbiamo fatto nemmeno questa volta. Sarebbe stata una mancanza di rispetto, il 10 è di Seedorf e se lo tiene, e non c'è stata mai nessuna trattativa diplomatica per convincerlo a cedere questo numero a Ronaldinho".


Ronaldinho
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Così non si raccontava a Milanello e dintorni nei guiorni scorsi, ma tant'è: comunque la soluzione è stata trovata. E tutti vissero felici e contenti. Fino a quando il turnover non toccherà Clarence, Kakà (bestemmia calcistica o premonizione?) e Ronaldinho. Allora saranno dolori per Carletto Ancelotti...

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