Affari Mondiali - Da Godin a Toni Kross, ecco le rivelazioni del torneo
La gloria mondiale non riguarda soltanto Olanda e Spagna, giunte alla storica finale di Johannesburg grazie ad eccellenti collettivi ed altrettanto brillanti individualità.
![]() Toni Kross |
Rimanendo nella “Mannschaft”, oltre al già celebrato talento di Mesut Ozil, il futuro appartiene a Toni Kross, classe ’90. Visto in campo solo per qualche minuto durante la rassegna iridata, il centrocampista del Bayern Monaco è reduce da una più che positiva stagione in prestito al Bayer Leverkusen, nelle cui fila si è “fatto le ossa” per essere protagonista sia a livello di club che di nazionale.
L’altra semifinalista sconfitta, l’Uruguay, è di per se’ una sorpresa, perché nessuno avrebbe pronosticato un cammino così lungo alla squadra di Tabarez. A livello individuale, si è messo in luce Diego Godin, difensore centrale di 24 anni che in Sudafrica si è espresso a livelli ben superiori a quelli che di solito raggiunge nella Liga spagnola con il suo Villareal. La maggiore impressione è stata comunque destata da Luis Suarez, che dopo tanti anni di anonimato nel campionato olandese è balzato agli onori delle cronache con i suoi tre gol e con… la parata che ha permesso alla Celeste di non perdere contro il Ghana, sebbene al costo di rinunciare al suo centravanti, ovviamente espulso e squalificato per la successiva gara con l'Olanda.
Per fortuna dell’Uruguay, Asamoah Gyan ha sbagliato il calcio di rigore più importante di tutta la sua carriera, ma ciò non toglie che l’ex attaccante di Udinese e Modena sia stato uno dei grandi protagonisti del torneo, guadagnandosi il tifo di tutti gli appassionati africani, costretti a ripiegare sul venticinquenne del Rennes dopo aver perso per strada i vari Eto’o e Drogba. Nel firmamento delle “Black Stars”, ha brillato di luce propria anche Kevin-Prince Boateng, nato in Germania e fratello del Jerome Boateng che gioca come terzino nella squadra di Low. Centrocampista che abbina ottime doti fisiche ad una tecnica eccellente, è tesserato per il Portsmouth, ma (visti anche i suoi 23 anni) ha tutto ciò che serve per ambire a squadre più prestigiose.
L’America Latina, come sempre, ha messo in mostra diversi talenti degni di nota. Lasciamo da parte il messicano Giovanni Dos Santos, che a dispetto dei suoi 21 anni è già da tempo al centro dell’attenzione, ma concentriamoci sul suo connazionale Pablo Barrera, attaccante di fascia che milita nei Pumas e che, nonostante la concorrenza di diversi club europei (tra cui la Lazio) pare ad un solo passo dalla firma per il West Ham. Vedremo in Inghilterra anche il suo connazionale Javier “Chicharito” Hernandez, attaccante classe ’88, acquistato dal Manchester United. 
Giovanni Dos Santos
I cileni Isla e Sanchez sono già ben noti al pubblico italiano, vista la loro militanza nell’Udinese, ma sul taccuino degli osservatori si è aggiunto il nome di Jean Emmanuel Beausejour, oriundo haitiano che gioca nell’attacco del Club America e che a 26 anni sembra pronto per mettersi alla prova in campionati più impegnativi di quello messicano. E’ curiosa la storia di Antolìn Alcaraz, difensore paraguaiano che ha segnato il gol del vantaggio contro l’Italia. Per lui si è trattata di una vera e propria rivalsa, visto che nel 2002 era arrivato alla Fiorentina carico di belle speranze, salvo vedere il suo sogno infrangersi a causa del fallimento dei viola. Alcaraz provò quindi a riciclarsi nel Palermo, ma dopo un periodo di prova i rosanero lo giudicarono ancora acerbo per la Serie A. Oggi che ha 28 anni, può ben dire di aver provato il suo valore coi belgi del Bruges e nella prossima stagione lo vedremo in Inghilterra con la maglia del Wigan.
Nell’Olanda, il nome nuovo è quello di Elia, attaccante classe ’87 che gioca nell’Amburgo e che rappresenta il futuro della nazionale “Orange”. Cresciuto nel vivaio dell’Ado Den Haag, il baby-fenomeno ha origini surinamensi e di nome fa Eljero, curioso omaggio fonetico dei suoi genitori al loro cantante preferito: Al Jarreu. E’ di due anni più giovane il centrocampista slovacco Miroslav Stoch, che dopo aver militato nella squadra giovanile del Chelsea ha faticato ad imporsi tra i titolari e quindi si è trasferito prima in prestito al Twente e poi a titolo definitivo ai turchi del Fenerbahçe, che oggi sono i felici proprietari del suo cartellino. Potrebbe presto assaporare la magica atmosfera della Premier League anche il giapponese Keikesuke Honda: il centrocampista (classe ’86) appartiene al CSKA Mosca, ma rappresenta un vero e proprio pallino di Arsène Wenger, che lo ha definito “un geniale fuoriclasse”. Molti addetti ai lavori sono rimasti a bocca aperta quando il tecnico dell’Arsenal ha indicato Honda come miglior calciatore di Sudafrica 2010, ma se lo dice lui, che è notoriamente il più grande talent scout del mondo, bisogna per forza dargli credito.
Lorenzo Zacchetti
*Publisher di Acacia Edizioni, casa editrice che pubblica 35 periodici di successo, tra i quali Hurrà Juventus, Superbasket e American Superbasket



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