Il vero Special è Claudio Ranieri
Cinquanta punti in 23 giornate possono bastare? Altro che Mourinho, il vero Special sin qui è stato Claudio Ranieri. Per lui un punto in meno di José nel testa a testa dal suo ritorno in panca, ma superando mille insidie e lanciandosi in picchiata sul campionato.
Questa Roma che rientra in quota scudetto è un suo personalissimo capolavoro: chi avrebbe mai scommesso il 2 settembre 2009 (giorno della sua nomina a tecnico) di ritrovare la squadra giallorossa a cinque soli punti dall'Inter-invincibile quando mancano poche settimane dalla volata tricolore (o, come la chiama lo stesso tecnico romano, dal "rettilineo finale, visto che siamo ancora nel curvone")? 
Claudio Ranieri
La verità è che il tecnico capitolino ha ridato serenità a un ambiente che pareva logorato da un estate piena di incertezze sul mercato, scosso da un ciclo ormai stra-terminato con Spalletti alla guida.
Ma soprattutto ha rigenerato un gruppo che aveva ancora molto da dare. Nessuno pensava davvero che questa squadra potesse ancora volare così in alto senza rischiare di bruciarsi per il troppo calore. Lui sì.
Un flashback del suo insediamento. Erano i giorni in cui l'altra sponda di Roma, quella biancoceleste si cullava ancora sulla Supercoppa Italiana vinta qualche settimana prima a Pechino e pronosticava un annata da incubo, magari da zona salvezza, per i cugini. I cuori giallorossi erano in lacrime: usciti sconfitti dalle prime due partite di campionato, con l'umiliante 1-3 in casa contro la Juventus (oggi a -9, ieri a +6). Sembrano passati secoli.
Sì, in questo piccolo miracolo sportivo Ranieri ha tanti meriti. Non solo quello di aver plasmato una squadra che vince partite con autorevolezza senza gente come Totti-Toni-Julio Sergio-Mexes-Pizarro e per giunta con la partita di Europa League ancora nelle gambe e nella testa (venerdì mattina il grupo era ancora all'aeroporto di Atene, mica a Trigoria a preparare l'imminente match col Catania).
Il grande segreto di mister Claudio è il modo in cui lui sta vivendo questa esperienza giallorossa. Si sente a casa sua, sulla panchina che ha sempre sognato sin da bambino.
Sorride, scherza, si concede battute e frecciatine (magari dirette al suo amico Mourinho) come fosse nel proprio salotto. Gliela si legge in faccia la felicità, il sentirsi realizzato in questo momento della propria carriera. Ironico e determinato, sereno e pronto a muover guerra verso l'armata nerazzurra, Ranieri in cuor suo sogna l'impresa impossibile: soffiare a Mou quel titulo tricolore che credeva di avere già in tasca. Si può fare.



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