Dan Peterson: “L’Italia di Pianigiani? Ha un futuro roseo perché i giocatori danno il massimo. E l’Inter continuerà a vincere con Rafa Benitez. Non vale meno di Mourinho… ”

Mercoledì, 25 agosto 2010 - 10:26:00

Dan Peterson
Dan Peterson
Di Luca De Franco

Le altalenanti prestazioni della nazionale italiana nelle qualificazioni al campionato europeo 2011 (4 vittorie e 3 sconfitte) hanno prodotto giudizi contrastanti sul reale valore degli azzurri e sul lavoro di Simone Pianigiani. Le tre vittorie consecutive contro Israele (81-76), Lettonia (109-93) e Finlandia (85-83) non sono state sufficienti a cancellare le deludenti prestazioni iniziali e non danno l’impressione che la squadra sia all’altezza di altre nazionali. Per alcuni giornalisti e addetti ai lavori, l’Italia è un team di seconda fascia. Ma è davvero cosi? Lo abbiamo chiesto a Dan Peterson, mitico coach dell’Olimpia Milano che vinse quattro scudetti, due Coppe Italia, la Coppa Korac e la Coppa dei Campioni negli anni Ottanta, nonché allenatore della nazionale cilena (dal 1971 al 1973).

Coach, come giudica l’Italia di Pianigiani?
“Positivamente, perché ha saputo superare un momento molto difficile (la fase iniziale in cui ha rimediato 3 sconfitte e solo 1 vittoria), vincere due partite di fila e migliorare il suo gioco. Sarebbe stato facile farsi prendere dallo sconforto, andare in campo demoralizzati e giocare male. Un’attitudine mentale negativa è più che sufficiente per continuare a perdere. Invece, gli azzurri hanno dimostrato di avere un carattere forte. Secondo me, erano anche consapevoli di aver perso alcune partite per un soffio. Sapevano di non essere inferiori alla Lettonia (che ha vinto per 69-68) o ad Israele (da cui hanno perso 71-79). Nelle partite successive, gli azzurri sono scesi in campo con maggiore determinazione per non ripetere gli stessi errori”.

Andrea Bargnani
Andrea Bargnani (Ap)
Crede che l’Italia si qualificherà agli europei?
“E’ difficile per via di quell’1-3 iniziale, ma è possibile se viene ripescata. In ogni caso, il futuro della nazionale è roseo perché sta giocando bene e può solo migliorare. Si nota che i ragazzi danno il massimo”.

Ma quanto conta l’allenatore nel basket?
“Moltissimo. L’allenatore deve saper dare un gioco alla squadra e costruire una mentalità vincente. Per raggiungere questi obiettivi deve essere intransigente con i giocatori, motivarli e trasmettere positività. I giocatori devono seguire le disposizioni del coach, allenarsi fino a raggiungere la perfezione e credere in loro stessi. Questo concetto vale in tutti gli sport di squadra”

Parliamo di calcio. Si è fatto un’idea dei motivi che hanno provocato il fallimento della nazionale italiana al mondiale sudafricano?
“L’unico che conosce i motivi è Marcello Lippi, che ha vissuto tutti i giorni con i suoi giocatori.  Dall’esterno, ho notato le deludenti prestazioni dei reduci del mondiale 2006. E posso capire perché Lippi non li abbia lasciati a casa. Anch’io non sarei stato capace di lasciare a casa Dino Meneghin e gli altri giocatori con cui ho vinto tutto all’Olimpia. Infatti, me ne sono andato quando la squadra era ancora forte”.

Josè Mourinho ha vinto tutto con l’Inter, ma anche Rafa Benitez ha iniziato a vincere. Crede che Benitez sia all’altezza del suo predecessore?
“Mourinho e Benitez sembrano molto diversi come uomini, ma quel che conta è che abbiano la stessa mentalità vincente come allenatori. Benitez ha vinto la Champions League, ha allenato squadre di vertice, sono sicuro che conosce bene il suo mestiere. Con lui i nerazzurri continueranno a vincere”.

Gli allenatori italiani, anche nel basket, vincono molto all’estero. Qual è il motivo?
“Oltre alla preparazione tecnica, hanno una grande umanità e questo li rende diversi dagli altri. Anche negli Stati Uniti, molti grandi allenatori di football, basket, baseball, pugilato, di origine italiana erano apprezzati perché sapevano come trattare con i giocatori. Io sono di Evanston, una città dell’Illinois vicino Chicago. L’ultima volta che sono tornato a casa, un amico mi ha detto che stava cercando un allenatore italo-americano per la squadra universitaria perché solo gli italo-americani sanno dialogare con i giocatori”.

Partite di qualificazione al campionato europeo 2011

 

  • 2 agosto - Italia-Israele 71-79
  • 5 agosto - Lettonia-Italia 69-68
  • 8 agosto - Italia-Finlandia 82-73
  • 11 agosto - Montenegro-Italia 71-62
  • 17 agosto - Israele-Italia 76-81
  • 20 agosto - Italia-Lettonia 109-93
  • 23 agosto - Finlandia-Italia 83-85
  • 26 agosto - Italia-Montenegro….
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