Allegri: "Boateng probabilmente parte dalla panca". Barbara Berlusconi: "Sulla mancata cessione di Pato io non ci ho messo bocca"

ALLEGRI "BOATENG NON DAL PRIMO MINUTO. FORSE..." .- "Difficilmente Boateng partira' dall'inizio anche se nel pre-partita potrei cambiare idea. Stessa cosa per Pato, pero' rivederli, insieme anche a Nesta, e' molto importante". Il tecnico del Milan Massimiliano Allegri punta sulla fiducia del gruppo in vista del match contro l'Arsenal. Suggerisce un Prince in panchina, anche se si tiene aperto uno spiraglio dell'ultimissimo minuto.
Annunciando poi di non voler caricare di troppe responsabilita' il giovane El Shaarawy. "Sta facendo molto bene, sta crescendo, ha 19 anni e non dobbiamo addossargli troppe responsabilita'. Lui ha grandi qualita', e' un grande finalizzatore ed e' diventato uno dei titolari del Milan in attacco". Intanto Van Basten non è più un'ombra sulla sua panchina dopo l'accordo con l’Heerenveen: "Io scelgo i giocatori, gli allenatori li sceglie la società”. Allegri e la proprietà: "Il Presidente si è fatto sempre sentire vicino alla squadra, la visita di Barbara Berlusconi me lo ha confermato”. Le voci su Seedorf e Van Bommel che potrebbero rinnovare anche per l'anno prossimo? "È prematuro pensare a questo, adesso dobbiamo pensare al campo e agli obiettivi della stagione”. Meglio pensare all'Arsenal. Il tecnico livornese non teme solo le stelle, piuttosto pensa al collettivo di Wenger: "Il collettivo dei Gunners è più pericoloso rispetto alle qualità di due grandi giocatori come Henry e Van Persie”. Obiettivo: "Andare avanti agli ottavi è importante per migliorare quanto fatto l’anno scorso. Ma non ci deve condizionare troppo, dobbiamo stare attenti, giocare bene tecnicamente e evitare qualche errore che ultimamente abbiamo fatto. Subire gol in casa diventerebbe pesante per il ritorno. Non dobbiamo concedergli i contropiedi e fare una partita di intensità”.
DIDAC VILA' Secondo il quotidiano catalano Sport, il Milan avrebbe comunicato all'Espanyol che non prolungherà il prestito. Il ritorno a Milano potrebbe essere solo temporaneo, in quanto il club di via Turati non ha ancora deciso se tenerlo o venderlo a titolo definitivo, recuperando i quattro milioni spesi nel gennaio 2011

"La mancata cessione di Pato al Paris Saint Germain? Mi sono tenuta volontariamente fuori dalla vicenda, le decisioni di mio padre e di Adriano Galliani sono state motivate da valutazioni tecniche ed economiche". Lo spiega Barbara Berlusconi a 'La Repubblica'. Sul possibile ritorno del padre come presidente: "Sarebbe importante per dare un nuovo slancio alla società e alla squadra". Smentisce poi sia i contrasti con la sorella Marina sull'opportunità di vendere il club ("In questo percorso i miei fratelli mi stanno sostenendo e Marina in particolare. Lei sa che, per una donna, è doppiamente difficile"), sia quelli con Adriano Galliani: "E' vicepresidente e amministratore delegato. Sono 26 anni che lavora al Milan e io ho il grande privilegio di poterlo affiancare". Ricorda il grande impegno nel club della sua famiglia anche se "chi pensa ancora che il Milan sia un giocattolo di lusso non comprende come il calcio sia cambiato e come si sia sviluppato. Questo sport è diventato anche business, non più sola passione sportiva".
E qui entra in gioco il fair-play finanziario imposto che "obbliga a una gestione totalmente diversa e il Milan e' chiamato a vincere la 'sfida della modernità". Per farlo è necessario "diversificare i ricavi, con ancora piu' programmazione e una visione di medio-lungo periodo". Tradotto: bisogna cambiare la filosofia degli anni Novanta in cui "molti club hanno investito tutti gli introiti dei diritti televisivi negli ingaggi e non per rinnovare le strutture e creare valore. Ma così nulla è rimasto per gli impianti e per lo sviluppo. Il modello del calcio futuro è inevitabilmente un mix di successi sportivi e capacita' di ottenere risultati commerciali, finanziari e manageriali. E i risultati migliori sul campo vanno proprio a chi è stato capace di dotarsi di una struttura e di efficienti strategie commerciali". Giura che "il calcio italiano è ancora in grado di muovere soldi e interessi", e anche se il fair-play finanziario imposto dalla Uefa "forse sembra troppo orientato sul controllo del conto economico, anziche' sul controllo dei flussi di cassa", "questo sport ha vissuto per troppi anni al di fuori delle pIù elementari regole economiche e di bilancio. Nessuna azienda può prescindere sempre e comunque dai propri conti". Il futuro del Milan? Come una "moderna 'entertainment company', al centro di un sistema di relazioni vincenti con pubblico e sponsor. L'obiettivo è di riuscire a mantenere una squadra di livello tecnico eccellente e una struttura di costo efficiente. Vogliamo continuare a emozionare ma per fare questo e' necessario forse avere il coraggio di scelte impegnative, per una gestione ancor piu' redditizia"
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