Inter, Mourinho: "Convinco Ibrahimovic a restare". Pagelle

Lunedì, 23 marzo 2009 - 11:33:00

CASO IBRAHIMOVIC. MOU: "LO CONVINCO A RESTARE". PAOLILLO: "L'INTER LO AMA"

"Convincerò Ibrahimovic a restare all'Inter, come feci con Deco al Porto". Il dottor Mourinho, a Lisbona per ricevere la laurea honoris causa dalla Faculdade de Motricidade Humana, non ha dubbi di riuscire riportare Zlatan in nerazzurro. "Questo suo malessere è più una cosa esterna che non interna allo spogliatoio- ha detto a Sky - Lo vedo molto motivato dopo Manchester ma capisco la sua frustrazione. Può vincere la classifica di capocannoniere bilanciando così la delusione per non aver fatto tanta strada in Europa. Io convinsi Deco nel 2003 a restare al Porto dicendogli che l'anno dopo avremmo vinto la Champions...". Promessa mantenuta.

"Se ha detto 'vedremo' in riferimento al suo futuro all'Inter va chiesto a lui ma sappia bene che l'Inter lo ama e che tutti lo vogliamo qui. Non siamo preoccupati, anzi siamo tutti convinti di averlo con noi", è il pensiero di Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell'Inter. Che torna anche sulle ultime affermazioni di Mourinho ssecondo cui 'tanti allenatori si fanno fare la formazione' (vedi sotto): "Non capisco perchè si debba sempre sottolineare quello che dice lui e non quello che dicono gli altri. Lui ha solo risposto a una domanda e non voleva riferirsi a nessuno in particolare. Credo che si sia prevenuti nei suoi confronti e che quando non sarà più in Italia lo rimpiangeremo».

NAPOLI-MILAN E INTER-REGGINA, LA DOMENICA NEL PALLONE.

PAGELLE SPRINT

PROMOSSI

Mannini. Ha molta adrenalina da scaricare in campo dopo l'assurda squalifica dell'antidoping e lo fa nel migliore dei modi. Nella sua zona non si passa mai e spesso lo si vede attaccare la difesa rossonera con grande dinamicità. Voto 7+
Cannavaro
. Inzaghi e Pato non la vedono mai, il fratellino di Fabio è una saracinesca che mette al sicuro la difesa partenopea da qualunque incursione milanista. Voto 7
Blasi.
Esce vincitore nel duello di metà campo: la sua aggressività toglie lucidità a Pirlo (5+) e imbriglia uno spento Seedorf (5,5). Peccato per l'amminizione (era diffidato e salterà il prossimo giro). Voto 6,5
Lavezzi
. Si rivede qualche buona accelerazione condita da dribbling a tutta velocità. Però è poco pungente al momento del dunque. Voto 6+
Dida
. Il meno peggio del Milan e questo la dice lunga. Non trasmette la giusta sicurezza, ma almeno para il parabile. Voto 6-

BOCCIATI

Maldini Sul gol ingiustamente annullato si perde Zalayeta. E lo stesso Pantheron a metà ripresa ha una nuova occasione di battere a rete (gran palla di Hamsik alterno, voto 6-) da buona posizione infilandosi nella larghe maglie dei centrali rossoneri. Voto 5
Zambrotta-Janulovski.
Entrambi risultano incapaci di guadagnare metri sulla loro fascia. Costretti a fr gregariato difensivo e nulla più non sempre danno sensazione di sicurezza (soprattutto il ceco).  Voto 5
Inzaghi
. La festa dei 300 gol è finita, il 301 non può proprio arrivare al San Paolo se mai si riesce a trovare uno spiraglio in cui infilarsi. Voto 4,5
Pato
. Qualche giochetto e un paio di partenze sprint palla al piede, ma non accende mai la partita. Punta esterna o centrale (con il Ka-Pa-Ro) la musica non cambia. Voto 5
Ronaldinho-Kakà.
Entrano nella ripresa per dare un po' di smalto a una squadra lenta e involuta, ma neanche ooro riescono a cambaire il corso del match. Voto 5
Senderos
. Entra e nel giro di trenta secondi scarsi già apre un varco a Zalayeta. Senza parole. Voto 5
Zalayeta.
Il Pantheron ha un paio di occasioni buone per mettere in ginocchio la difesa del Milan, ma le falisce un po' goffamente. Voto 4,5

G.B.

ANCELOTTI "MEGLIO NEL 1° TEMPO, ASPETTIAMO KAKA'

Il Milan non va oltre lo 0-0 al San Paolo nel posticipo della decima giornata di ritorno ma per Carlo Ancelotti quello conquistato sul campo del Napoli "e' un buon punto", raggiunto in una "trasferta difficile". Intervistato dai microfoni di Sky Sport, Ancelotti parla anche del traguardo qualificazione in Champions League. "Dobbiamo pensare a mantenere questa posizione, il secondo o terzo posto comunque cambia poco. Il Genoa? E' una squadra pericolosa perche' ha continuita'". Dopo aver ribadito la sua "perfetta sintonia con la societa'" per il futuro della squadra rossonera, Ancelotti torna a parlare del match del San Paolo: "Il Napoli puntava molto su questa partita per riscattarsi. Potevamo sfruttare meglio il primo tempo - aggiunge -, quando abbiamo affrontato una squadra molto intimorita". Secondo il tecnico del Milan Seedorf e compagni "nonostante il fraseggio non sono riusciti a trovare la giusta palla filtrante. Poi - spiega ancora Ancelotti - il secondo tempo e' stato piu' equilibrato, con un Napoli piu' sciolto e che ci ha messo in difficolta'". A chi gli chiede della serata storta delle punte rossonere, Ancelotti risponde cosi': "Da parte del Napoli c'era molta attenzione e quindi gli spazi erano ristretti. Tutto questo ha complicato le cose". Nessuna polemica sul gol annullato a Hamsik per un fuorigioco che la moviola ha rivelato non esserci: "La rete e' regolare - ammette il tecnico del Milan -, ma si tratta di un errore comprensibile. Era difficile valutare quella situazione".

Se il Milan non va come il suo tecnico vorrebbe e' anche a causa di una condizione ancora troppo precaria del suo gioiello Kaka', Ancelotti lo sa e non lo nasconde: "I suoi movimenti e le sue accelerazioni sono per noi importanti - sottolinea -. Non sta benissimo ma e' in ripresa, il fastidio al piede non lo fa muovere con scioltezza. Speriamo che la sosta lo aiuti a recuperare al meglio". Infine una battuta sul calcio di stizza dato al pallone in occasione dell'episodio che ha visto protagonisti Pato e Mannini, con la richiesta non esaudita da De Marco di un calcio di punizione per fallo di mano di quest'ultimo: "Era una palla troppo bella per non essere calciata al volo".


Pato e Santacroce

DONADONI, E' MANCATO UN PIZZICO DI CONVINZIONE

"Sono soddisfatto della partita. Sul gol annullato ad Hamsik non voglio aggiungere nulla: bisogna essere fenomeni per vedere, con pochissima differenza, tra un giocatore ed un altro. Sarebbe stato meglio convalidarlo per noi ma non mi sento di commentare nulla. I ragazzi sono stati bravi, ordinati, grintosi e decisi. Forse e' mancato un pizzico di convinzione. Secondo pareggio consecutivo per Roberto Donadoni dal suo arrivo sulla panchina del Napoli. Dopo l'1-1 con la Reggina, il club campano impatta a reti inviolate contro il Milan. L'ex rossonero, ora alla guida dei campani, al debutto al San Paolo, e' soddisfatto della prova della sua squadra: "Ho cercato di lavorare sulla mia squadra, le caratteristiche del Milan le conoscono anche le formiche, volevo dare sicurezza nei nostri mezzi alla squadra - spiega Donadoni - piano piano sta crescendo, la squadra e' giovane, deve ritrovare fiducia che i risultati negativi hanno fatto perdere. La squadra ha bisogno di fare correre la testa, il pensiero, l'atteggiamento, parte tutto da li'. Quando sei attento anche le gambe vengono dietro. Una squadra preparata bene fisicamente, e' partita con un certo tipo di preparazione ma sta bene, stanno rispondendo bene. Da qui dobbiamo continuare".

Donadoni commenta le prestazioni di Grava e Mannini, schierati dal tecnico fin dal primo minuto. "Grava e' un ragazzo molto attento e applicato, da' molto in campo e ha dato questa sera una risposta importante. Mannini aveva tanta voglia di tirare fuori quello che aveva dentro accumulato nel periodo di squalifica e ho cercato di giocare in questo fattore psicologico. Mannini quando ha saputo della sospensione della squalifica mi ha mandato un messaggio dicendomi che avrebbe avuto voglia di giocare domenica sera - rivela Donadoni - e l'ho accotentato. Siamo in un situazione di emergenza dal punto di vista dei giocatori: abbiamo adattato la squadra secondo la rosa ma abbiamo fatto bene, complimenti ai ragazzi".

NIENTE RETI AL SAN PAOLO, NAPOLI-MILAN 0-0

Nessun gol, ma Napoli-Milan non delude le attese. Finisce 0-0, qualcosa in piu' meritava il Napoli che puo' recriminare per il gol annullato ad Hamsik al 37' del primo tempo e che ha fatto di tutto per vincere la partita, contro un Milan attento e ordinato, ma non particolarmente brillante. E' il giorno del debutto casalingo di Donadoni, ma il popolo napoletano non dimentica Reja e dedica striscioni e belle frasi all'uomo che ha riportato gli azzurri in Uefa partendo dalla C1. Per l'ex ct, invece, un esordio al San Paolo contro il suo passato, quel Milan con cui ha vinto tutto. Donadoni lancia dal primo minuto Mannini, schierato a sinistra al posto di Datolo e restituito al calcio dal Tas in attesa della nuova sentenza. Grande carica e voglia di mettersi alle spalle un incubo ancora da chiudere, Mannini crea diversi grattacapi al Milan, impegnando Beckham, Zambrotta e spaventando Dida con qualche bella incursione. Ancelotti risponde al 3-5-2 azzurri, con il 4-3-1-2. In panchina Ronaldinho e Kaka' (recuperato), Seedorf alle spalle di Inzaghi e Pato. Bella partita, le due squadre si affrontano a viso aperto, non solo Mannini, anche Lavezzi quando trova metri e spazi mette in difficolta' i rossoneri e impegna Dida al 36'. Il Napoli, al 37', il gol lo fa anche con Hamsik che devia in rete il colpo di testa di Zalayeta, ma la terna vede un fuorigioco che non c'e' (Pirlo teneva in gioco lo slovacco) e il Milan si salva. Milan che aveva iniziato bene la partita, cercando il solito Inzaghi ben controllato da Contini. Bravo anche Navarro ad intercettare un insidioso cross di Beckham e a dire no a Seedorf. Nei primi minuti della ripresa Ancelotti inserisce Kaka' e Ronaldinho, ma sono gli azzurri a rendersi pericolosi: all'11 con Mannini, al 19' con Zalayeta che spreca una splendida palla-gol confezionata da Hamsik. Zalayeta ci riprova al 28', Dida e' attento. Finale nervoso, al 91' Beckham impegna Navarro su punizione. Finisce 0-0, secondo pari in altrettante gare per Donadoni, il Napoli sale a 37 punti, Milan e' terzo a quota 55.

PAGELLE SPRINT

PROMOSSI

Ibrahimovic. Il solito Zlatan genio e sregolatezza: segna si rigore, sbaglia una palla-gol banalissima, prende un palo con una bellissimo rasoterra  e poi.. e poi il gioiello che non merita commenti tale è la sua bellezza. Voto 7+
Santon.
La sa costanza di rendimento non fa pià notizia, i suoi affondi sulla sinistra. Dà pure una buona palla a Ibra (nell'azione del palo). Il Bambino può davvero fare 15 anni ad alti livelli come dice Mou. Voto 7
Julio Cesar
. Fa gli straordinari in una gironata teoricamente semplice. Invece le pallate della Reggina gli arrivano, ma il brasiliano è la solita sicurezza. Voto 7
Balotelli
. Grande impegno, corsa e voglia di sacrificarsi. Il super-Mario svogliato che lo Special rimprovera è un ricordo. Gli manca solo il gol in una giornata davvero radiosa. Voto 6,5

BOCCIATI

Muntari. Conferma il periodo di appannamento con novanta minuti di confusione ed errori- Voto 5,5
Lanzaro-Valdez.
In dieci minuti la difesa della Reggina va in barca? Chiedere a loro due. Voto 5
Barillà
. Avrebbe la palla per riportare la squadra sul 2-1, ma la fallisce. Gran colpa. Voto 5,5

MOURINHO: "MORATTI MI HA CHIESTO DI APRIRE UN CLICLO". POI PUNGE NUOVAMENTE ANCELOTTI...

"Moratti non mi ha detto di volere la Champions al primo anno, o al secondo, o al terzo. Mi ha detto che voleva iniziare un nuovo ciclo, che mi stimava, che si fidava di me, e per questo mi ha dato tre anni di contratto. Il presidente puo' avere avuto qualche allenatore piu' bravo di me, ma non ha avuto nessuno che lavora piu' di me". Jose' Mourinho dopo il 3-0 di oggi alla Reggina, nelle interviste televisive del dopo-partita, fa il punto della situazione sul progetto legato al suo arrivo all'Inter, un progetto che e' ancora nelle sue fasi iniziali. "Penso che la squadra abbia bisogno di ritocchi, ha due-tre giocatori giovani di grandissimo potenziale. Per rafforzarci dobbiamo seguire due strade, 3-4 giocatori al top e 3-4 giocatori giovani".

Mourinho rispetta la Juventus, ma non la teme: "Ha 7 punti meno di noi, questo e' un modo pragmatico di vedere la situazione. E' una squadra, gioca come una squadra, soffre come una squadra e vince come squadra, ma per me non e' piu' squadra di noi. Noi siamo squadra sempre e per questo lottiamo contro le difficolta', oggi abbiamo giocato con la nona coppia difensiva diversa, Cambiasso-Rivas. Noi siamo squadra, anche la Juve lo e', ma non e' piu' squadra di noi". Tornando agli scenari futuri, a chi gli chiede se si possa pensare a un'Inter senza Ibrahomovic, l'allenatore dei nerazzurri risponde cosi': "E' un grandissimo giocatore, e' diventato molto importante per l'Inter, pero' un club e' piu' importante di un giocatore o di un allenatore".

Il portoghese risponde anche alle domande sulla dignita' professionale, tornando su una polemica di qualche settimana fa con Carlo Ancelotti. Mourinho non nomina mai il tecnico del Milan, ma afferma: "La dignita' professionale si puo' perdere in tanti modi. Uno di questi modi? La mia squadra la faccio io, quelli che vanno in campo li decido io. Il mondo del calcio e' pieno di allenatori che non decidono chi va in campo. Se qualcuno mi chiede una cosa del genere il giorno dopo il mio ufficio e' vuoto, perche' faccio le valigie...".

Zlatan Ibrahimovic, nelle interviste televisive del dopopartita, non si sbilancia ulla sua permanenza all'Inter l'anno prossimo, e commenta cosi' la sua doppietta di oggi alla Reggina: "Non so se servono altri giocatori, il mister deve parlare di quello che pensa con il presidente, noi giochiamo, e se va bene o no si vede alla fine. Sono concentrato al massimo per vincere questo campionato, dopo vedremo cosa succede. E' la prima volta che arrivo a 19 gol, mancano tante partite, voglio fare ancora altri gol e vedere dove finisco".

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