La teenager Oudin mette in ginocchio le valchirie dell'Open Usa
Non solo Flavia Pennetta, Serenona (Williams), Clijsters, Wozniacki o Bondarenko. 
Melanie Oudin, guai a farla arrabbiare...
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Gli States scoprono il fenomeno Oudin la teenager terribile. La piccola Melanie fa tremare le valchirie della rete. L'Open Usa sta difatti raccontando la favola di una 17enne per niente timida venuta dalla Florida per conquistare New York. Ambiziosa e battagliera. Una guerra di secessione, la sua, che ha portato esiti davvero strepitosi sin qui: Dementieva, Sharapova, Nadia Petrova sono finite nella sua rete. Prigioniere e sconfitte. Stiamo parlando di una vera e propria killer in gonnella che gode ad accumulare scalpi prestigiosi e, così facendo, si incammina decisa sino ai quarti dell'ultimo Slam stagionale.
La favola di pollicina Oudin (un metro e sessantotto centimetri: quasi dieci meno di Serena Williams, mentre la Sharapova è 1,88 giusto per rendere le proporzioni) è coinvolgente oltreoceano al punto da raccogliere, giorno dopo giorno, emozioni in quantità industriale e tutto il trasporto del pubblico a stelle e strisce: tifosi accalcati sugli spalti dell'Arthur Ashe di Flushing Meadow in delirio per la grande rimonta (1-6, 7-6, 6-3) conclusa a braccia alzate negli ottavi contro la Petrova. Insomma il torneo della consacrazione per la grintosa Melanie che tira fuori urla da combattente di razza che intimoriscono le avversarie e la fanno volare su galassia lontane da quel numero 70 del ranking Wta che le apparteneva a inizio manifestazione. E attenzione perché la Oudin potremmo trovarcela sulla nostra strada nella finale di Fed Cup a Reggio Calabria a novembre. Un sogno? La fanciulla nata a Marietta ha dimostrato che le favole possono diventare realtà...
Giordano Brega



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