Calciopoli - Nesta scagiona la Juve, Ledesma non ricorda e...

Martedì, 12 ottobre 2010 - 17:58:00
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Alessandro Nesta
Il difensore del Milan Alessandro Nesta, ascoltato a Napoli nel corso della seconda udienza di calciopoli dopo la pausa estiva, ha dichiarato di non ricordare gli episodi dei due rigori contestati dalla Fiorentina in occasione della gara con i rossoneri del 30 aprile 2005. Nesta non ricordava neppure di essere diffidato prima di quel match.
"Ricordo di aver giocato la partita successiva Milan-Juventus e che in quella occasione fui ammonito per un brutto fallo. Polemiche? Tra Milan e Juve, che erano in lotta per lo scudetto, ognuno tirava dalla propria parte". A chiedere la deposizione di Nesta è stata la difesa dell'ex arbitro De Santis proprio per cercare di dimostrare che le ammonizioni ai giocatori diffidati, prima dei match con la Juve, non erano scientifiche.

LEDESMA, LECCE-JUVE? NON CHIESI VERIFICA CAMPO - "Ricordo che pioveva molto, ma abbiamo giocato lo stesso". Cristian Ledesma, ai tempi capitano del Lecce, parla nella seconda udienza di calciopoli dopo la pausa estiva della partita contro la Juve del novembre 2004. "Non ricordo di aver chiesto di verificare le condizioni del campo, e non so se lo abbia fatto il capitano della squadra avversaria". Il centrocampista ha ammesso che molti dettagli di quel periodo gli sono ormai sfuggiti dalla memoria. In riferimento alla partita Lecce-Parma del 29 maggio 2005 ha detto: "Il giocatore del Parma Morfeo fu espulso a fine gara, ma non ricordo la motivazione. Ricordo che Zeman ad un certo punto vide la partita da dietro la panchina, il pubblico cominciò a protestare ma non ho mai chiesto sal mister i motivi di quel gesto".

ROSETTI, NON HO MAI RICEVUTO PRESSIONI - "Quell'episodio mi e' sfuggito, a me e' sembrato un colpo di testa". Cosi' l'ex arbitro Roberto Rosetti ha risposto, nella seconda udienza dopo la pausa estiva al processo di calciopoli, alla domanda relativa al fallo di mano di Zauli in Lazio-Fiorentina del maggio 2005. "E' stato sicuramente un errore, ma in quel momento l'ho valutato cosi'". Alla domanda se avesse avuto durante l'intervallo telefonate Roberto Rosetti ha precisato "In 27 anni non ho mai tenuto acceso il cellulare nell'intervallo, per mia scelta. Tra il primo e il secondo tempo di quella partita pero' arrivo una telefonata da parte di Bergamo al quarto assistente. Parlai con Bergamo che uso' toni molto duri sotto il profilo psicologico con frasi del tipo 'come hai fatto a non vederlo, era un mani clamoroso'. Io pero' poi ho pensato solo a finire bene la partita". Piu' in generale Rosetti ha spiegato: "Non ho mai ricevuto pressioni ne' arbitrato mai la Juventus (era della sezione di Torino). Non mi e' mai interessato sapere chi erano i diffidati" quest'ultima dichiarazione rispondendo alla domanda sull'ipotesi di ammonire i giocatori diffidati che poi avrebbero saltato il successivo match con i bianconeri.

MOGGI A BALDINI, RANCORE CON ME PERCHE' NON CAPACE - Franco Baldini, nel corso dell'udienza del primo ottobre scorso, dopo averlo accusato di aver brigato per farlo allontanare dalla Roma, lo defini' "uomo senza qualita'". Innescando una reazione che a momenti faceva finire l'udienza in rissa. Nel corso del nuovo dibattimento tenutosi presso il tribunale di Napoli nell'ambito del processo a Calciopoli, e' arrivata la risposta di Luciano Moggi. L'ex Dg della Juventus, e' prima intervenuto a fine udienza con una dichiarazione spontanea, ricordando le parole di Rosella Sensi sulla vicenda. "Alla riunione in Campidoglio dell'aprile 2004 erano presenti Veltroni e Giraudo, ma quest'ultimo non fece alcuna pressione circa la posizione di Baldini nell'ambito della Roma, questo ha dichiarato la Sensi", ha detto Moggi. Che a fine udienza ha rincarato la dose: "Le cose che ha detto Franco Baldini nascono dal rancore che lui ha perche' non e' capace. Le dichiarazioni della Sensi lo hanno dimostrato. Ve le rileggo: 'Moggi non ha mai detto di cacciarlo via, perche' non era neppure alla riunione che abbiamo avuto con Veltroni in Campidoglio. Lo abbiamo mandato via visto che era finito il rapporto di fiducia dopo quello che era successo con Mexes', giocatore che doveva arrivare in maniera gratuita e che invece e' costato 5 miliardi e poi e' stato anche squalificato per un anno - sono le parole di Luciano Moggi - Baldini ha reso falsa testimonianza, quando ha chiamato Auricchio 'maresciallo' mentre ha detto qui a Napoli che ci collaborava; ha detto addirittura che Auricchio e' andato a pranzo a Trigoria in occasione di una conferenza stampa. A parte che vorrei capire cosa ci faceva Auricchio alla conferenza di un allenatore E' quindi evidente che ha detto un'altra menzogna. Alla fine del processo non solo lo querelo, ma gli chiedero' i danni". Infine, alla domanda se rinuncera' alla testimonianza di Moratti, l'ex Dg della Juve ha risposto cosi': "Allo stato delle cose non ce ne sarebbe neppure bisogno perche' si e' manifestato tutto, ma resta nella lista".

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