Il pm di calciopoli: 'Milan vittima'. E il calcio si spacca di nuovo...

Mercoledì, 4 maggio 2011 - 11:26:00

sport calcio italiano ibrah
Ibra e il Mancio, scudetti nerazzurri in serie per loro nell'epoca posto-calciopoli
Fanno discutere le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria al processo di Napoli su calciopoli. "La storia del calcio italiano, almeno dal 1980, e' anche storia di illegalità. Ma stavolta la novità è che per aggiustare le gare si alterano anche le gare dei concorrenti come il Milan o di squadre terze". 

Una dichiarazione che finisce agli atti del dibattito processuale è che fa passare il club di via Turati tra le parti lese di quell'urgano che travolse il calcio italiano nella tragica (sportivamente parlando) estate del 2006.

E il mondo del calcio si spacca di nuovo. Detto che il processo sportivo è cosa diversa da quello penale che si sta celebrando allombra del Vesuvio, le tesi divergono.

C'è chi giura sul fatto che queste parole del Pm siano pura strategia processuale nel tentativo di arrivare a una condanna finale di Moggi e degli imputati. C'è chi ricorda le molte imprecisioni dell'accusa nel corso di questo processo.

Ma è pur giusto ricordare che cinque anni fa quando scoppiò il caos il Milan veniva messo sul banco delle squadre 'cattive' proprio partendo dall'inchiesta di Napoli. L'esatto contrario di quanto emerge oggi da quella stessa sede. E sull'onda anche di quell'emotività e di alcune intercettazioni rese pubbliche (rispetto ad altre) si decisero retrocessioni, penalizzazioni, scudetti assegnati a tavolino e alcuni riuscirono a fare un certo mercato, altri si trovarono costretti a vendere o cambiare le loro strategie.

Giusto per fare un ripasso. Era l'estate degli addii dolorosi in casa Juve, con Ibra che passava all'Inter (e di Mancini che veniva confermato in tutta fretta dopo che erano stati avviati contatti con Capello prima che scoppiasse lo scandalo), mentre il Milan attendeva la qualificazione alla Champions (dal preliminare con la Stella Rossa cui venne dirottato a causa della penalizzazione) prima di prendere decisioni e investimenti di rilievo...

La verità è che il processo sportivo venne celebrato tra fretta e isterismi collettivi e ha generato delle fratture mai sanate nel mondo del calcio. Anche e soprattutto tra tifosi: interisti, milanisti e juventini non riusciranno mai a trovarsi d'accordo su quanto accaduto. E il sospetto che le cose potessero essere fatte in modo diverso resterà sempre a prescindere dalla parte che vien difesa...

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