Mourinho: "Posso fare il triplete o... zeru tituli"

Giovedì, 24 febbraio 2011 - 15:31:00

mourinhoko

"Possiamo fare il triplete. Possiamo vincere qualcosa o niente. Ma se arriviamo secondi e pensiamo che sia la fine del mondo, cambiare tutto significherebbe ripartire da zero". Mourinho molto filosofo in vista del finale di stagione in cui si gioca tantissimo alla guida con il Real Madrid. Mentre si profila la rivalità con Guardiola: "E' a casa sua. Sta in quello che io chiamo 'il suo giardinò, dove è nato. Tutto il mondo sa assolutamente tutto e lui è estremamente protetto dalla stampa locale. Lì i giocatori nascono nel club e hanno la stessa filosofia della società. Questa situazione non si può paragonare con nessun altra". Poi spiega: "In questa generazione nel Barcellona si sono trovati giocatori come Puyol e Xavi. Quando loro termineranno la carriera, lì proveranno a produrre altri calciatori del genere. I cloni nel calcio, però, sono impossibili. E anche se si crea un clone, sarà sempre peggiore rispetto all'originale".

Il Real Madrid, è società con filosofia diversa rispetto al Barça. A partire dal mercato... "Noi dobbiamo proseguire per la nostra strada e cercare la nostra stabilità". Il tecnico di Setubal sottolinea che se i risultati non arrivassero subito non bisognerebbe demolire la squadra. "Se arriviamo secondi e pensiamo che sia la fine del mondo, cambiare tutto significherebbe ripartire da zero. Se scegliamo la continuità, siamo nella direzione giusta. Con i giovani che abbiamo, è naturale migliorare. E arriveranno i risultati. Però, attenzione: non sto dicendo che arriveremo secondi. Perchè non dire che possiamo vincere la Coppa del Re o la Champions? Possiamo fare il triplete. Possiamo vincere qualcosa o niente". Nelle scorse settimane si è parlato molto di un suo divorzio dal club merengue a fine stagione. Lui per primo ha alimentato dubbi e voci. Poi silenzio. Resta il contratto quadriennale che lo tiene legato ai blancos, ma il futuro è tutto da decifrare. "Resterò per 4 anni? Non lo so". E ammicca al passato: "Adoro il Chelsea, a Londra sono stato l'uomo più felice del mondo fino all'arrivo di una persona che non sarebbe mai dovuta arrivare". Guerre con dirigenti legate al passato, quando Avram Grant prima lo affiancò e poi gli prese la panchina.... "Pensavo che avrei passato lì tutta la mia vita e invece, dopo qualche mese, sono andato via. Insomma, non si può mai sapere". L'Inter? "Ho trovato una famiglia impressionante: giocatori e presidente incredibili. Ma dopo due anni, e con altri due davanti, ho sentito la necessità di cambiare e cercare qualcosa di nuovo. Quindi, non si sa mai. Quando firmo un contratto, però, lo faccio con l'obiettivo di rispettarlo e di essere felice in questo periodo. Se tutto continua ad andare nella direzione giusta, allora sì che resterò". Forse...

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