Amadori (Coesis): "Mourinho è il Gengis Khan del calcio"

Venerdì, 6 marzo 2009 - 16:00:00

DI NUOVO IN GUERRA



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IL COMMENTO


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Di Giordano Brega

"Mourinho? Ha attuato tra gli allenatori del calcio italiano una rivoluzione analoga a quella fatta da Berlusconi nel linguaggio della politica". Parola del semiologo Alessandro Amadori, amministratore delegato di Coesis Research.

Che aggiunge: "Un paragone con Obama? Entrambi sono portatori di verità e modernità. Ma il presidente Usa è un Messia ecumenico, mentre lo Special è un capo barbaro, un Gengis Khan del calcio, un leader carismatico".

A ruota libera, su Claudio Ranieri: "E' come Gianfranco Fini, non è da Prima Repubblica, ma una via di mezzo dal punto di vista della comunicazione". E Carletto Ancelotti... "E' l'anti-Mourinho, la Democrazione Cristiana. Uno stile andreottiano..."



ECCO L'INTERVISTA

Come giudica il Mourinho comunicatore?
"Ho sempre pensato che l'ingaggio di Mourinho sia stata una scelta molto astuta da parte di Moratti. Prendendo un personaggio così al di sopra delle righe è riuscito a spostare la tensione psicologica di un popolo nerazzurro, profondamente frustrato da anni di difficoltà, su una figura carismantica che gli facese da alter-ego. Ossia da alternativa al suo ego. Mourinho è così, è stato scelto apposta per essere un asso scombina tavolo. E lui continua su questa traiettoria. E' il suo stile, è un protagonista fuori dalle righe, ha rotto gli schemi. Penso che il presidente Moratti lo abbia scelto apposta: era stufo di stare in croce e Mou è stata la figura che gli ha permesso di liberarsi dei chiodi della croce".

Andiamo alla conferenza stampa show che ha spaccato l'Italia...
"Credo che l'intento fosse quello di sviare e rovesciare il problema. Spostare cioè il discorso da uno stile di gioco altalenante e mai pienamente convincente ai problemi delle altre squadre. E' stata una classica mossa di cambiamento del tavolo di gioco. In generale credo che Mourinho sia strutturalmente uno sparigliatore e d'altra parte la mitologia del suo personaggio è questa. In un certo senso è il Berlusconi del calcio italiano..."

In cosa lo accomuna al premier e presidente del Milan?
"Stiamo parlando di una figura portatrice di un modulo comunicativo completamente diverso. Molto più vicino al senso comune. In fondo gli allenatori fanno sempre dichiarazioni democristiane, da Prima Repubblica. Banalità spesso. E in questo senso, Mourinho ha attuato una rivoluzione, se vogliamo, analoga a quella che Berlusconi ha fatto nel linguaggio della politica..."

Azzardiamo e attraversiamo l'Oceano: Mourinho come Obama?
"Obama è un ecumenico. Solo quando è costretto per ragioni di programma a mettersi contro qualcuno lo fa e, a quel punto, lo fa in modo netto. Il presidente Usa è una specie di Papa civile, il suo movimento assomiglia più ai movimenti religiosi che a quelli politici. E' un Messia. Mourinho non è esattamente un Messia: è un capo barbaro, un Gengis Khan del calcio, un leader carismatico. Lo Special vuole suscitare polemica, è un leader polemogeno".

C'è qualcosa che avvicina il tecnico portoghese a Mourinho? 
"Li accomuna il fatto di esser portatori di verità e modernità. Però, come dicevo, Morinho vive di conflitto, a differenza del presidente Usa. Il portoghese è un combattente, in questo senso, assomiglia a Berlusconi. Vuole rivoluzionare i calcio italiano e la sua comunicazione tipica. L'allenatore interista è come se dicesse: 'ma guardate che eravate al medievo, al bizantisimo, io vi porto la modernità'. Dice cose che molti tifosi pensano. A proposito della Juve ha interpretato un sentimento collettivo, è un personaggio che vive di un misto di amore e antipatia".

L'allenatore della Juve, Claudio Ranieri a chi lo paragonerebbe?
"E' il Gianfranco Fini del calcio. Più istituzionale, più tecnico. Mourinho in fondo è poco tecnico, lui fa dichiarazioni più politiche. Possiamo dire che il mister della Juve non è da Prima Repubblica è una via di mezzo, una mezza innovazione. Più professionale nello stile di comunicazione..."

E Carlo Ancelotti come lo vede?
"L'allenatore del Milan è... la Democrazia Cristiana. E' l'anti-Mourinho. Ma lo dico con ammirazione: persona sicuramente squisita dal punto di vista umano, però incarna un certo modo molto-molto moderato di commentare e fare dichiarazioni. E' uno stile andreottiano. Ancelotti e Mou incarnano decisamente due modelli antitetici..."

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