Coppa d'Africa/ Tre morti nell'assalto al Togo. La squadra lascia il torneo
Il Togo rinuncia a giocare la Coppa d'Africa: sotto shock per l'agguato dei guerriglieri angolani al pullman che portava i "falchi" in Cabinda per la competizione, la selezione del Togo ha gettato la spugna. Tre le vittime: in mattinata sono morti per le ferite riportate un allenatore in seconda e l'addetto stampa. Venerdi', sotto i primi colpi di mitragliatrice piovuti appena varcata la frontiera tra Congo e Angola (il Paese ospitante la Coppa d'Africa 2010) era caduto l'autista del pullman di nazionalita' angolana. Nove i feriti, tra cui -oltre a uno dei dirigenti e un fisioterapista- anche due giocatori: il difensore Serge Akakpo, che gioca in una squadra rumena, colpito da due proiettili e che ha perso molto sangue; e il portiere di riserva, Kodjovi Obilale, che gioca in Francia e versa in gravissime condizioni.
L'attacco e' stato rivendicato dai guerriglieri del Flec (Fronte Liberazione Enclave Cabinda) che dal 1975 lottano per l'indipendenza della Cabinda, la regione a nord dell'Angola, oltre il fiume Congo, ricchissima di petrolio (il 70 per cento del petrolio che esporta il Paese proviene da li') e che da anni si batte per la secessione da Luanda. La notizia del ritiro e' arrivata dal sito Internet del Manchester City, in cui gioca Emmanuel Adebayor, attaccante della nazionale togolese e della squadra inglese allenata da Roberto Mancini. Il Togo avrebbe dovuto giocare la sua prima partita lunedi' contro il Ghana ma i giocatori "stanno ora tornando a casa dalle loro famiglie", ha scritto il sito. Poi, dopo voci e smentite, e' arrivata la conferma ufficiale del governo di Lome' che ha richiamato in patria i giocatori.
Condannando con veemenza l'attacco della guerriglia separatista, il governo angolano ha confermato che, nonostante il ritiro del Togo, la Coppa d'Africa comincera' come da calendario e ha garantito la sicurezza del torneo in cui giocano molti "italiani" ed "europei". Ma adesso infiamma la polemica. Il comitato organizzatore angolano (Cocan) denuncia che la nazionale togolese non aveva avvertito che sarebbe arrivata in pullman e non in aereo, come era stato raccomandato. "Le regole sono chiare: le squadre dovevano arrivare in aereo. Nessuno doveva viaggiare in pullman, non so cosa li abbia spinto a farlo ma in citta' tutto questo non sarebbe mai successo", ha detto uno degli organizzatori, Virgilio Santos, Intanto la Fifa e il suo presidente, Joseph Blatter, hanno fatto sapere di essere in contatto con la Caf e il suo presidente, Issa Hayatou, da cui si attende una relazione completa sull'accaduto.
Ma per l'Angola, che da domenica e' sotto i riflettori del calcio mondiale, l'accaduto e' un brutto colpo. Brutto segnale anche per il continente africano, teatro poche settimane fa degli scontri tra Egitto e Algeria in uno dei gironi di classificazione per il Mondiale; e un pessimo segnale per l'Africa tutta, in vista dei Mondiali che tra cinque mesi inizieranno in Sudafrica per la prima volta nel continente africano. L'agguato e' avvenuto nel corso del trasferimento della squadra dal Congo, dove i togolesi erano in ritiro da fine dicembre, a Cabinda, sede del girone B durante il torneo (insieme a Costa d'Avorio, Burkina Faso e Ghana).Un viaggio di circa 200 chilometri. L'assalto e' avvenuto nonostante il pullman fosse scortato da quattro auto dell'esercito angolano: venti minuti di fuoco violento da parte di un commando di uomini con il volto coperto, hanno raccontato i presenti."E' stato terribile" ha dichiarato Adebayor alla rete francese Infosport.
"Non ho mai vissuto un'esperienza cosi': sono stati i 20 minuti peggiori della mia vita. Non posso dire di piu'...", ha aggiunto l'attaccante del Manchester City, che ha dovuto essere curato per una crisi nervosa. E adesso la preoccupazione si e' estesa a tutte le squadre presenti al torneo che hanno raddoppiato la vigilanza ngli alberghi e nella sede del torneo. Il Flec, che ha rivendicato l'agguato, ha spiegato nel comunicato che il suo obiettivo non era la squadra, ma i militari che l'accompagnavano e ha assicurato di aver fatto "un morto e tre feriti" nelle fila del nemico.
Il Flec reclama l'indipendenza di un'enclave strategica, un lembo di terra incuneato tra la Repubblica Democratica del Congo e il Congo Brazzaville, senza confini territoriali con la Repubblica dell'Angola a cui appartiene. E adesso e' polemica sulla decisione del governo di scegliere la citta' di Cabinda come una delle quattro sedi del torneo: una decisione che e' stata giudicato una provocazione dal Flec che ha minacciato altri attentati. "Ci dispiace che sia capitato all'autobus del Togo", ha voluto chiarire per telefono a Infosport, Rodrigues Mingas, il segretario generale del Movimento. "Non abbiamo aperto il fuoco deliberatamente su un pullman di giocatori: sarebbe stato lo stesso se fosse stato un pullman di ivoriani o di nessuno... Siamo in guerra. Tutti i colpi sono permessi".



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