Corte di Giustizia della Figc accoglie ricorso di Moggi su schede Tim
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La Corte di Giustizia federale ha accolto i ricorsi di Luciano Moggi, Marco Gabriele, Massimo De Santis e Paolo Bertini, a seguito dei deferimenti del Procuratore federale nel procedimento relativo alle schede Sim.

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In particolare, per quanto riguarda l'ex direttore generale della Juventus e Gabriele, è stato sottolineato che ''l'eccezione di carenza di giurisdizione sollevata dalla difesa'', secondo la quale ''la rinuncia da parte di un tesserato federale a tale sua qualità, intervenuta anteriormente all'inizio di un procedimento disciplinare instaurato a suo carico'' rende il dimissionario ''non più soggetto al vincolo di giustizia'', secondo l'articolo 30 dello Statuto Federale.
![]() Luciano Moggi |
Dunque Moggi e Gabriele, proprio perché non risultavano più tesserati al momento dell'avvio del procedimento disciplinare, non sono sottoponibili al giudizio della Corte federale. Il ricorso di De Sanctis e di Bertini è stato invece accolto perché già coinvolti e giudicati nel primo filone di Calciopoli ''per la medesima condotta''. Per loro, infatti, vale il principio del 'ne bis in idem', e dunque ''si dichiara l'improcedibilità del deferimento'' ed il ''conseguente annullamento in parte qua della decisione di primo grado''.
Intanto i pm Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice, titolari dell'inchiesta nota come 'Calciopoli' hanno depositato nuova documentazioen relativa alla posizione dell'ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo (che avrà il rito abbreviato). La prossima udienza, nella quale la parola spetterà ancora all'accusa, è fissata per il 12 dicembre prossimo.
NARDUCCI: NESSUNA TELEFONATA TRA I DESIGNATORI E MORATTI
"Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo". Queste le parole del pm Giuseppe Narducci, al Tribuinale di Napoli nel corso del processo di calciopoli. Il pubblico ministero liquida la tesi secondo la quale durante l'epoca di calciopoli ci si troverebbe in fondo di fronte a "sollecitazioni da parte di tutti nei confronti di tutti". Una tesi che è stata sostenuta da alcuni imputati del processo e con la quale, si vorrebbe ridimensionare il ruolo e le responsabilità di quanti sono rimasti coinvolti nella vicenda giudiziaria. Per il pm napoletano, sono "balle smentite dai fatti". Nelle migliaia di intercettazioni, "ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr) perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio".
L'ACCUSA DEI PM: "SCEGLIERE GLI ARBITRI E' AGGIUSTARSI LA PARTITA"
Narducci ha parlato delle designazioni arbitrali che, secondo l'accusa, erano pilotate: ''Sarebbe come se un presidente del tribunale stabilisse la composizione dei collegi insieme con gli imputati e come se gli imputati chiedessero e ottenessero di avere quei determinati magistrati che li devono giudicare. E sarebbe come se prima, durante e dopo la camera di consiglio, attraverso schede riservate arrivassero anche telefonate di sollecitazione: cio' produrrebbe sentenze aggiustate o combinate''. E tutto questo ''si chiamerebbe associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari''.



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