Processo Gea, il pm Palamara in appello contro Moggi

Giovedì, 2 aprile 2009 - 16:54:00

Luciano Moggi
Ci sono tutti gli elementi, soggettivi e oggettivi, per sostenere l'esistenza di un'associazione per delinquere messa in piedi da più persone nel mondo del calcio e sostanziata nei metodi illeciti utilizzati dalla Gea World, società di agenti sportivi, che si era aggiudicata centinaia di procure da parte di calciatori di serie A e B.
E' quanto sostiene il pm Luca Palamara che ha impugnato in appello la sentenza con la quale l'8 gennaio scorso i giudici della decima sezione penale del tribunale di Roma hanno condannato, per pressioni consumate o tentate su alcuni calciatori, soltanto Luciano Moggi (un anno e mezzo) e il figlio Alessandro (un anno e due mesi), assolvendo, con varie formule, Franco Zavaglia, Davide Lippi, Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo, dall'accusa di illecita concorrenza con minaccia o violenza e dall'ipotesi di reato associativo. "E' lo stesso tribunale a riconoscere la indubitabile posizione di preminenza acquisita da Luciano Moggi nel mondo del calcio che, benche' non possa essere ascritta tra quelle tipiche della criminalita' organizzata, si e' tuttavia esplicitata in atteggiamento di intimidazione che hanno avuto come riflesso un controllo del mondo del calcio", ha scritto tra i suoi motivi il pm Palamara. A rendere sussistente il reato associativo poi - si legge - e' anche la "sistematicita' delle condotte poste in essere soprattutto alla luce del costante orientamento giurisprudenziale" secondo cui "la prova dell'esistenza del sodalizio criminoso e della sua connotazione si ricava dalla commissione dei delitti rientranti nel programma comune e dalle loro modalità esecutive: ciò in quanto l'operatività in concreto di un'organizzazione criminale si manifesta attraverso i medesimi".

Per la procura di Roma, le pene inflitte ai due Moggi (Luciano per la violenza privata esercitata nei confronti dei calciatori Amoruso e Blasi, Alessandro per l'episodio Amoruso e per la tentata violenza privata ai danni degli atleti Zeytulaev e Budiansky) sono troppo lievi, cosi' come non sono da condividere le assoluzioni decise dai giudici per gli altri imputati. Oltre che per il reato associativo, sono da ritenere penalmente responsabili, a seconda delle singole posizioni, tutti gli imputati, eccetto Gallo, per i metodi illeciti utilizzati per ottenere la procura dei calciatori Baiocco, Blasi, Gatti, Chiellini, Tedesco, Trezeguet, Zeytulaev e Budiansky. In fondo, nella requisitoria del processo concluso tre mesi erano stati chiesti 6 anni per Luciano Moggi, 5 anni per il figlio, 3 anni e sei mesi per Zavaglia, 2 anni e 4 mesi per Ceravolo, un anno e quattro mesi per Lippi jr e 8 mesi per Gallo. Un passo dei motivi di appello e' poi dedicato al percorso logico seguito dal Tribunale, e non condiviso dal pm, per ritenere che il manoscritto attribuito a Zavaglia e trovato negli uffici della Gea, nel corso di una perquisizione della Finanza, non possa costituire un elemento di prova documentale indicativo del programma criminoso della Gea World. "Sul punto - scrive Palamara - è fondamentale sottolineare come sia stato lo stesso tribunale a rimarcare la circostanza che il tenore del documento prova con apprezzabile evidenza una pratica intimidatoria e una spendita del nome di Luciano Moggi finalizzata all'acquisizione delle procure dei giocatori. Il tribunale ritiene, però, che poiché il manoscritto ("E' bene dire ai nostri collaboratori di non andare a sbandierare il nome di L.Moggi e cosi' far presa sui giocatori, ma illustrare quale e' la nostra organizzazione, senza minacciare nessuno come gia' avvenuto in passato") risale a un'epoca precedente alla costituzione della Gea, avvenuta nel settembre del 2001, non può essere utilizzato per dimostrare la prova dell'associazione. Tale asserzione - è la replica del pm - deve ritenersi erronea perché contrariamente a quanto ritenuto dal tribunale gli episodi di avvenuta violenza, riconosciuti dallo stesso tribunale, sono successivi alla costituzione della Gea e non fanno altro che dare attuazione a quanto era gia' stato scritto nello stesso appunto rinvenuto in sede di perquisizione". Oltre al pm, anche i Moggi hanno impugnato la sentenza nella speranza di ottenere in appello l'assoluzione. In vista del processo di secondo grado, in particolare, Alessandro sara' assistito dagli avvocati Maurilio Prioreschi, subentrato a Giulia Bongiorno, e Paolo Rodella.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Siria/ Hollande, con via libera Onu sì ad intervento militare
Siria/ Casa Bianca, al momento sbagliato intervento militare
Petrolio/ A New York chiude in calo sotto 91 dollari
Calcioscommesse/ Prime ammissioni da Gatti e Acerbis
Terremoto/ Napolitano, fiducia, speranza e certezze a Emiliani
Bpm/ Ponzellini agli arresti, Gip: "la banca come 'cosa sua'"
Facebook/ A Wall Street titolo scende sotto quota 30 dollari
Fonsai/ Ghizzoni; pazienza banche limitata, Ligresti deliberino
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso