Gea, ha vinto Luciano Moggi

Giovedì, 8 gennaio 2009 - 15:45:00


Marcello Lippi
Tanto rumore per nulla. Dopo due anni e mezzo di polemiche e veleni la prima sentenza penale di calciopoli smonta, o quantomeno ridimensiona fortemente, la bufera che si è abbattuta sul calcio italiano nell'estate del 2006. Mentre Marcello Lippi avrà sicuramente tirato un sospiro di sollievo per l'assoluzione del giovin Davide (di conflitto d'interesse tra papà-c.t. e figlio-procuratore non se ne parla più da tempo), sono i due Moggi ad apparire come i veri vincitori del primo round. Poco più di un anno di condanna per loro e già la certezza incorporata che l'indulto cancellerà tutto questo con un vigoroso colpo di spugna. Smontate le ipotesi più gravi dell'accusa (associazione a delinquere), c'è rimasto molto poco.

Si può poi discutere di moralità, intercettazioni e ricordi riguardanti telefonate ai capi degli arbitri che tanto destarono nausea e perplessità nei cuori dei tifosi puri. Quelli cioè che amano un calcio pulito al 100% nel quale i ruoli vengono rispettati e certe conversazioni non si devono tenere. A prescindere dal contenuto. Si può pure ricordare che in effetti, dopo tante condanne morali (oltrechè squalifiche fino a cinque anni, retrocessioni e penalizzazioni varie), poco pare in realtà cambiato nel mondo del calcio. Gli attori sono sempre gli stessi: facce identiche che si muovono dietro al palcoscenico, concordano stategie di mercato e pianificano il destino del pallone nostrano. Tutto è parso muoversi, terremotarsi, salvo poi rendersi conto che nulla sia davvero gattopardescamente mutato. E la sentenza Gea è l'ennesimo tassello in un mosaico eternamente immobile...

C'è solo una differenza. Giusto la squadra che vince ripetitivamente il campionato è diversa: dal duopolio Milan-Juve si è passati all'egemonia interista. Dalle polemiche contro gli errori pro-Juve o pro-Milan, ora le moviole se la prendono con Ibra e soci. Ma questa in fondo è l'Italia nel Pallone. Chi vince sta sempre antipatico a prescindere. E Moratti per una volta sarà felice di ricoprire questo ruolo. Sognando il 17° scudetto e l'aggancio ai cugini...

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