Processo Gea/ Pena ridotta a Moggi: un anno. L'avvocato: "Caduto reato associativo. Ora in Cassazione"

Venerdì, 25 marzo 2011 - 19:10:00

Luciano Moggi
Pene ridotte in appello per Luciano Moggi e il figlio Alessandro nel processo alla Gea World.
Un anno di reclusione per l'ex dg della Juventus rispetto ai 18 mesi del primo grado e 5 mesi al figlio Alessandro, contro i 14 mesi decisi due anni fa dal Tribunale. E' la sentenza emessa dalla prima sezione penale della Corte d'Appello di Roma. Dopo due ore di camera di consiglio, il collegio, presieduto da Giovanni Masi, ha ritenuto prescritto l'episodio di violenza privata attribuito ai due Moggi con riferimento al caso del giocatore Nicola Amoruso. E' rimasto in piedi, invece, il caso di violenza privata riguardante il centrocampista Emanuele Blasi (attribuito all'ex dirigente bianconero) assieme ai due episodi di tentata violenza privata sui russi Zeytulave e Budiansky che sono stati contestati ad Alessandro Moggi. Per il resto la corte d'appello ha confermato la sentenza con la quale il tribunale di Roma aveva assolto tutti gli imputati dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minacce e violenza: oltre ai Moggi, anche i procuratori Davide Lippi, figlio dell'ex tecnico della Nazionale e Franco Zavaglia, Francesco Ceravolo (gia' responsabile del settore giovanile della Juventus nonche' osservatore per conto di Luciano Moggi). E' stato dichiarato inammissibile, infine, l'appello della procura nei confronti di Pasquale Gallo, anche lui assolto in primo grado. Il processo riguardava le presunte pressioni esercitate dalla Gea World, la societa' che, dal 2001 fino all'avvento dello scandalo denominato 'Calciopoli', gestendo centinaia di procure di atleti di serie A e B, controllava di fatto il mondo del calcio.

Alessandro Moggi Gea
Alessandro Moggi
La corte ha disposto anche che Luciano Moggi paghi 10mila euro di spese di giudizio, riferite al primo e secondo grado, e risarcisca i danni in separata sede al procuratore sportivo Stefano Antonelli, gia' agente del calciatore Blasi. Moggi e il figlio Alessandro, poi, dovranno pagare duemila euro alla Figc. Stando al capo di imputazione, Blasi (ora al Napoli) sarebbe stato costretto a liberarsi di Antonelli perche' solo affidandosi alla Gea avrebbe ottenuto dalla Juventus l'adeguamento contrattuale che chiedeva inutilmente da mesi. I russi Ilyas Zetulaev e Victor Budiansky, invece, sarebbero stati invitati (ma si rifiutarono) a revocare il mandato affidato a Marco Trabucchi e a farsi rappresentare dalla Gea ottenendo in cambio la possibilita' di giocare in club blasonati. Quanto all'episodio (dichiarato prescritto) che chiama in causa Amoruso, la procura ha ritenuto che l'attaccante sia stato costretto ad accettare il trasferimento al Perugia, che navigava economicamente in brutte acque, con la possibilita' di rientrare l'anno dopo alla Juventus, che deteneva il suo cartellino, a patto che venisse revocato l'incarico conferito al suo precedente procuratore Antonio Caliendo.

DIFESA MOGGI, CADUTO REATO ASSOCIATIVO, ORA IN CASSAZIONE - "Apprendiamo con soddisfazione che la contestata associazione per delinquere non e' stata presa per nulla in considerazione dai giudici di appello. In ogni caso, attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza, sperando che la Cassazione possa riformarla nella parte in cui Luciano Moggi e' ritenuto responsabile della violenza privata ai danni del calciatore Emanuele Blasi". E' il commento di Matteo Melandri, difensore dell'ex dirigente della Juventus, per il quale aveva chiesto l'assoluzione.

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