Moggi al Bologna? Servirebbe ai top club...
Luciano Moggi deus ex machina del Bologna, Antonio Conte in panchina (con tanti saluti a Papadopulo che ha salvato la squadra da retrocessione certa) e Franco Ceravolo direttore generale (ruolo più defilato per l'attuale Salvatori): voilà la società è fatta. Vere o meno le indiscrezioni felsinee sull'addio della famiglia Menarini e il ritorno dell'ex dirigente juventino al calcio (seppur dietro le quinte vista la squalifica di calciopoli) certo hanno scosso il mondo del calcio e la fantasia di tanti tifosi. Che il nome di big Luciano divida le piazze ancora oggi è cosa certa. Al di là di un suo ritorno o meno e dei giudizi post-bufera del 2006, una considerazione viene spontanea in questi giorni di recessione calcistica. 
Luciano Moggi
Un uomo alla Moggi, capace di vedere lontano, fare la spesa anche con i classici 'due cocomeri e un peperone' e costruire comunque grandi formazioni (si fa di necessità virtù) servirebbe probabilmente a molte grandi squadre del panorama calcistico. Contro lo strapotere economico dei vari zar, sceicchi e Florentini vari, fatica a combattere persino Paperon Moratti (uno che parla di riduzione d'ingaggio ma venderà i suoi gioielli solo a peso d'oro: altrimenti se li terrà tutti e forse in cuor suo sarebbe/sarà più felice così). Milan e Juve hanno alzato bandiera bianca in segno di resa totale: cercheranno di esser competitive, proveranno a vincere partendo a fari spenti (più i rossoneri dei bianconeri, se vogliamo fare differenze precise), ma la situazione è tutt'altro che facile. La Roma poi resta paralizzata in attesa di risolvere il rebus della sua cessione. Dietro ci sono società molto volonterose che provano pure a investire con coraggio (Napoli in primis, ma pure Fiorentina, Genoa, Lazio e Udinese combattono), però i top club della Champions sono fuori dalla loro portata e ci resteranno a lungo (per sempre se va avanti così: scordiamoci gli anni '80 quando eravamo tiranni d'Europa anche con le squadre minori). Anzi, le ultime edizioni della Coppa Uefa dimostrano che pure le squadre di medio-calibro europee restano un po' più forti delle nostre. No, sono le solite tre-quattro che possono sperare di lottare (ad armi impari) con Real, Chelsea, Barça, Manchester e compagnia bella. Con un po' della fantasia con cui Moggi costruiva le sue solidissime corazzate bianconere (scudetto e finale di Champions dopo aver ceduto Zidane) forse sarebbe un po' più facile...



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