Milan-Palermo, Ibra vince e Allegri perde. ANALISI E PAGELLE
Forse vincerà lo scudetto (e qui i milanisti scaramantici possono praticare sfoggio di amuleti) e con pieno merito, però Max Allegri rischia di avere sulla coscienza la Coppa Italia, o quantomeno il raggiungimento della finale di Roma (29 maggio, con l'Inter ora favorita sui giallorossi per l'altro posto). Intendiamoci: la partita di ritorno è ampiamente nelle 'facoltà' di rimonta rossonera. Basta vincere con qualunque punteggio e un Milan determinato può tranquillamente passare al Barbera. La prima metà di questa semifinale il tecnico rossonero dà però la sensazione di averla un po' regalata agli avversari. Nulla di grave se pensiamo che l'obiettivo principe ha connotazioni tricolori che vanno ben al di là di una Coppetta nazionale sin troppo snobbata da queste parti (non come accade in Inghilterra o nella Spagna che ora celebra il titulo di Mourinho). Comunque due-tre perplessità vien spontanea a margine di Milan-Palermo. Allegri ha fatto un turnover un po' strano. Ma andiamo all'analisi. Giusto dar fiato ad un Ignazio Abate in gran forma per il solito alterno Oddo (ha indovinato il primo cross, poi mille errori, voto 5,5). Altrettanto corretto far riposare Yepes in vista di Brescia, però... Sokratis (voto 4) si è rivelato nuovamente una sciagura. Come quasi sempre quando ha giocato (poche volte in verità) con la maglia rossonera. Il greco è stato il vero punto debole della squadra, capace di esaltare con le sue mille insicurezze la classe di Pastore (voto 7+) e il talento di Hernandez (voto 6,5). Vero che Allegri li ha sotto gli occhi tutti i giorni, ma il grande dubbio che hanno avuto molti tifosi e addetti ai lavori è se non sarebbe stato lecito dar spazio piuttosto a Nicola Legrottaglie, che quantomeno ha un'esperienza superiore al greco. 
Doveroso poi a centrocampo ridare minuti ad Andrea Pirlo (palesemente in ritardo di condizione dopo il lungo infortunio, voto 5-), ma che senso ha avuto mettergli al fianco un Clarence Seedorf (abulico nell'occasione, voto 5) che magari avrebbe fatto meglio a ricaricare le pile per Brescia? L'olandese, in grande spolvero nei match di campionato, è stato poco brillante contro una squadra che correva a mille e ha messo in piedi con Pirlo un reparto di classe ma chiaramente troppo lento per reggere i contropiede (condotti anche con 6-7 uomini) del Palermo. E ancora: nella logica del turnover, perché piuttosto non dare una chance dal primo minuto a quell'Emanuelson (autore poi del gol del 2-2, voto 6,5) che ha giocato sin qui poco ma ha dimostrato di poter dare un po' di sprint al reparto di centrocampo rossonero?
Note a margine. Qualche dubbio qua è là, in chiave rossonera in vista della delicata sfida con il Brescia: mancherà Zlatan Ibrahimovic (voto 7) che anche in Coppa Italia ha dimostrato di valere da solo mezzo attacco pur dando la sensazione di non essere assolutamente al top della forma. Eppure lo svedese sa come cambiare il Milan e chi dice che senza di lui la squadra gioca meglio commette un errore gravissimo. Al Rigamonti la coppia d'attacco formata da Cassano (sfocato con il Palermo, voto 4,5) e Robinho (mobile e meglio di Fant'Antonio nella mezz'ora scarsa che ha avuto a disposizione, voto 6) non dà grandi sicurezze. Servirà un grande aiuto di tutta la squadra, in primis Boateng e Seedorf (oltre alla forza di Van Bommel) per sostenere un reparto offensivo come minimo leggerino e senza una prima punta di ruolo. Salvo non pescare a sorpresa la carta del giovin Berretta (più probabilmente indirizzato in panca ad inizio match)...



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